Le Leggende Di Mezzanotte 2. Ep.Zero: La Red Room

E’ interessante e strambo, allo stesso tempo, come una leggenda metropolitana si riesca a sviluppare sotto molteplici forme nell’era digitale in cui viviamo.
Fino a qualche decennio fa, queste “storielle”, correvano di bocca in bocca e la loro viralità si basava esclusivamente su quante volte essa veniva raccontata davanti ad un fuoco, durante qualche pigiama party o nelle notti di Halloween.

Nella nostra YouTube Era, invece, leggende nascono e muoiono come falene diffondendosi a macchia d’olio grazie anche a siti come Reddit o come 4Chan, forum fulcro di misteri, urban legends e cose inspiegabili. Gli appassionati del mistero e del paranormale possono cibarsi di migliaia di pagine di discussioni, commenti e veri e propri dibattiti sulla leggenda del momento, che si spegnerà da sola vedendo comparire qualcosa di ancora più figo o più inquietante.

In questo articolo vi voglio parlare di una di queste leggende, nata, morta, resuscitata e trasmutata nell’arco degli ultimi dieci anni.

Benevenuti nella RED ROOM.

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La storia della Red Room nasce in Giappone durante i primi mesi del 2000, intorno a febbraio. Leggenda vuole che nella prefettura di Osaka una giovane ragazza venga trovata impiccata in casa sua con dei cavi da computer e stringendo nella sua mano un piccolo foglietto con scritto “The Red Room”. La notizia inizia a fare il giro del Giappone e ben presto molte persone iniziano ad indagare su Internet a proposito di  questa misteriosa stanza rossa. Ogni volta che qualcuno, però, si sta avvicinando alla verità sullo schermo del Pc si apre un Pop-up scritto in neri caratteri giapponesi su sfondo rosso che riporta questa frase: “Do You Like The Red Room?”. La frase viene anche ripetuta acusticamente come una nenia dalla voce distorta di una bambina mentre in sottofondo si sente il pianto straziante di diversi lattanti. Il Pop-up, anche se viene chiuso, si riapre in continuazione. Lasciandolo aperto invece, dopo circa 2 minuti, inizia lampeggiare e la finestra si allarga a tutto schermo; la scritta sparisce lasciando spazio ad una lista di decine e decine di nomi, includendo anche il nome del povero sventurato in questione. La leggenda dice che chi vede il pop-up è destinato a morire in circostanze misteriose o a perdere totalmente la ragione per cadere preda alla follia assoluta.

Questa leggenda ha fatto il giro del web per diversi anni e, ad un certo punto, è svanita nel nulla.

Nel 2012/2013 inizia ad andare di moda il DeepWeb ed ecco che come un fulmine la parola Red Room torna a spaventare e ad incuriosire gli internauti di tutto il pianeta. Ecco la nuova versione della leggenda:

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Jeremy G. ha solo 22 anni ma usa il computer da più tempo di quanto possa ricordare. Per lui Tor (browser che serve per navigare mantenendo l’anonimato e che viene usato per curiosare nel Deep Web), è soltanto un passatempo divertente, qualcosa che alimenta la sua autostima per vedere quanto è profondo il DeepWeb. L’argomento del giorno, tra gli Hacker, è di un sito che si chiama RedRoom: una specie di Tv streaming sintonizzata su canali proibiti. Si parla di persone che vengono torturate, di mortali combattimenti tra uomini, di Snuff Movie e molte altre cose ancora più perverse. Si dice che lo stesso ISIS trasmetta in diretta le esecuzioni dei loro ostaggi… A Jeremy questo piace. E’ sempre stato un ragazzo chiuso e introverso e la solitudine ha alimentato in lui una quantità inimmaginabile di perversioni. Era già 4 ore che navigava, perso nella rete dei .onion, l’estensione tipica del DeepWeb, quando ad un tratto riesce ad aprire una pagina molto strana. La schermata è nera con un immagine di 4 televisori vecchio stile, di quelli con tubo catodico per capirci, che trasmettono scene di sangue e morte. Jeremy clicca su uno dei 4 monitor e lo show ha inizio: due uomini combattono tra di loro in una specie di arena circondati da rastrelliere di armi tra le quali motoseghe, katane, mazze con chiodi rugginosi. Sotto la finestra del video, una chat di persone che, pagando più o meno BitCoin, sceglie le armi che i due devono usare per uccidersi. Lo spettacolo è raccapricciante e per un istante la mente di Jeremy vacilla. Spegne il pc. Si allontana con la sedia dal monitor. Prende la sua faccia tra le mani e scoppia a piangere. In quell’istante si sente afferrare da dietro, qualcuno gli mette un sacco sulla testa e non sente altri rumori oltre ad un colpo fortissimo alla tempia. Si dice che Jeremy, adesso, combatta nella RedRoom e che sia alla sua quinta vittoria consecutiva. Proprio l’altro giorno ha ucciso una bambina usando un punteruolo…

La leggenda della Red Room questa volta, diventa di natura violenta, lasciando da parte la componente paranormale che, a quanto pare, è passata di moda. Sono anni che si parla di queste chat room della morte che vivono nel DeepWeb e c’è chi giura di averle persino viste davvero. Non abbiamo certezze e l’idea che qualcuno possa rapirci per farci diventare un “giocatore” di queste roulette russe un po’ ci inquieta e ci spaventa. Che sia una leggenda alimentata direttamente dalle forze di ordine pubblico, come la CIA o l’NSA, per dissuadere i ragazzi a cercare riti proibiti nel DeepWeb?

Può darsi…

Ma chissà che non ci sia qualcosa di vero anche questa volta.

Questo è uno degli esempi più eclatanti dei nuovi tipi di leggende metropolitane, quelle più malate, che nascono e vivono sul Web.

Questo potrebbe essere un nuovo inizio per una Seconda Stagione di “Le Leggende di Mezzanotte”… tutto dipende dall’accoglienza che questo “Capitolo Zero”, riscuoterà sul pubblico.

Questa volta più che mai siete voi che decidete le sorti di questa rubrica…

Passate parola se l’avete a cuore e…

A presto.

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