Le Leggende Di Mezzanotte. Ep.9: Il Necronomicon

Per questo penultimo episodio, voglio raccontarvi la storia di un Libro (usando la “L” maiuscola, perché è IL libro).

Non si tratta propriamente di una leggenda metropolitana, ma il suo uso e le sue citazioni sono diventate così comuni da poter essere considerata tale. Tra mitologia, finzione, leggende e realtà benvenuti nel mondo del Necronomicon.

Ci troviamo a Damasco, nell’anno 730 d.C.

Abdul Alhazred, nel buio della sua stanza, sta scrivendo ormai da giorni interminabili su uno strano foglio di colore marrone scuro. La flebile luce della candela dondola nell’aria, proiettando ombre animate sulle pareti del suo studio. Il caldo è insopportabile e gocce di sudore si raccolgono sul libro come a dissetare le sue pagine. Abdul grida, urla, si strappa ciocche intere di capelli bagnati, ma non smette di scrivere. Con le ultime forze rimaste riesce a scrivere l’ultima parola, per poi accasciarsi con un rantolo a terra. Quello sarà il suo lascito per l’umanità. Quel libro che sembra respirare ed osservarti ogni volta che ti ci trovi davanti.

Sulla copertina si legge solo la scritta AL AZIF.

Dopo anni tutto il mondo lo avrebbe conosciuto con il nome di Necronomicon…

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Questa è la storia, fittizia o meno, delle origini del libro.

Al Azif, in Arabo, è il nome che si usa per identificare il rumore delle ali di un insetto o le urla demoniache. La storia inizia qui: nel 950 d.C. a Costantinopoli, uno studioso greco, decide di tradurre il manoscritto in greco, che conterrebbe la storia sui Grandi Antichi e le formule per evocarli. Decide appunto di chiamarlo “Necronomicon” ovvero “Le Leggi Dei Morti” o “Il Libro Dei Nomi Dei Morti”. In Danimarca nel 1228, un certo Olaus Wormius, lo tradurrà in latino, specificando che però, dell’originale in arabo, si siano perse totalmente le tracce. Di questa versione in latino si conoscono due edizioni: una stampata in caratteri gotici in Germania e una in Spagna (nel XVII Secolo). Il mago elisabettiano John Dee entrò in possesso di una copia del libro a Praga, durante una visita all’Imperatore Rodolfo II e si ritiene che abbiano fatto una traduzione in Inglese, della quale si conservano soltanto pochissimi frammenti.

Dunque adesso sappiamo qualcosa di più sul Necronomicon.

Ma il libro esiste davvero?

Le prime notizie sulla sua esistenza provengono dallo Scrittore del Mistero statunitense H.P.Lovecraft: lui stesso racconta che si sarebbe ispirato al Necronomicon per scrivere i suoi racconti e per descrivere le creature demoniache come Cthulhu. Verso la fine della sua carriera, lo scrittore, confessa che il Necronomicon era stata soltanto una sua invenzione e che l’aveva usata per dare quel che di occulto alle sue storie. Addirittura il nome dello scrittore Abdul Alhazred sarebbe solo un gioco di parole costruito sul significato nascosto dell’inglese “All Has Readovvero “Ha Letto Tutto”. Lovecraft trascrive anche la prefazione del Necronomicon (dicendo di essere in possesso di una rarissima copia):

La notte s’apre sull’orlo dell’abisso. Le porte dell’inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all’umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono pazzo

Ma è davvero possibile che un solo scrittore sia stato l’artefice di questo epocale scherzo che, anche ai giorni nostri, fa ancora parlare di sé?

Lovecraft avrebbe creato ad arte la  storia di un manoscritto che è sopravvissuto ai secoli, tramite passamani generali, traduzioni, perdite e ritrovamenti? Come sempre, diversi storici e collezionisti d’arte la pensano in modi opposti.

Vediamo un po’ le più importanti teorie degli scettici:

  1. Secondo August Derleth, amico ed editore di Lovecraft, lo scrittore prese l’idea del Necronomicon dagli “Astronomicon Libri” del poeta romano di età augustea Marco Manilio, per cui il significato sarebbe Libro che riguarda la Morte.
  2. Secondo Gianfranco de Turris, giornalista e studioso della letteratura del fantastico in Italia, il Necronomicon non sarebbe altro che la “Chiave di Salomone”, un celebre grimorio che Lovecraft avrebbe conosciuto attraverso Cerimonial Magic, un libro di Arthur Edward Waite del 1989.
  3. Roger Bryant, studioso statunitense di Lovecraft, pensa che il Necronomicon sarebbe un adattamento del Picatrix, un testo arabo di magia del XII Secolo. Domenico Cammarota invece considera quest’idea sbagliata perché il Picatrix è un libro di Alchimia e Erboristeria. Crede però che Lovecraft si sia ispirato al suo autore, l’alchimista iracheno ‘Abd al-Latif, per creare la figura di Abdul Alhazred.

C’è anche chi crede che il libro non sia un’invenzione:

  1. Roberto Volterri, archeologo e scrittore di libri sul mistero, esperto di occultismo e studioso di fenomeni ESP, nel suo libro “I Libri dell’Abisso”, sostiene che il Necronomicon non sia del tutto un’invenzione di Lovecraft, ma che abbia tratto spunto da informazioni avute da Sonia Greene, discepola in quegli anni dell’esoterista Aleister Crowley.
  2. L’antiquario di New York, Philip Duchesne, nel 1941 mise nel proprio catalogo un riferimento al Necronomicon, di cui forniva la descrizione e fissava il prezzo a 900 Dollari.
  3. Il giornalista Arthur Scott, in un articolo sul mensile americano “Sir!”, sostenne che era riuscito a vedere il Necronomicon da un collezionista di Londra. Lo descrisse come scritto su fogli di pelle umana prelevata da persone uccise con fatture stregonesche.
  4. Lo scrittore di romanzi fantasy Lyon Sprague de Camp, alla fine degli anni ’60, durante un viaggio in Oriente, acquistò uno strano manoscritto proveniente da un villaggio del Nord dell’Iraq. Nonostante gli esami effettuati sul libro lo decretassero un falso d’arte, de Camp decise di pubblicarlo spacciandolo per il vero Necronomicon, aggiungendo particolari inquietanti per rendere il tutto verosimile.
  5. Colin Wilson, scrittore di Horror e Gialli degli anni ’70, affermò che Lovecraft dichiarò di essersi inventato tutto per coprire la realtà: il padre di Lovecraft affiliato alla massoneria egiziana fondata da Cagliostro, sarebbe stato uno dei custodi di una copia del Necronomicon in lingua inglese (quella tradotta da John Dee).

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E’ un caso letterario e una leggenda urbana talmente famosa da aver alimentato la fantasia di ogni tipo di Media possibile. Ecco alcuni film, giochi e altro in cui possiamo trovare la figura del Necronomicon:

  • Esistono diversi film che hanno come nome “Necronomicon” diretti da diversi registi tra cui Jesus Franco, Christophe Gans e Brian Yuzna.
  • Nel film “La Casa” diretto da Sam Raimi, le vicende ruotano intorno al ritrovamento del Necronomicon Ex-Mortis, un testo di negromanzia sumero rilegato in pelle umana e scritto con il sangue, mentre nel terzo capitolo della saga “L’Armata delle Tenebre”, il libro è l’unico strumento che può riportare il protagonista alla sua epoca, dopo essere stato portato dallo stesso nel Medioevo.
  • Nel videogioco Alone In The Dark è possibile trovare il Necronomicon insieme ad altri libri immaginari.
  • Nel gioco League Of Legends è possibile acquistare il “Morellonomicon”, chiaro riferimento al libro.
  • Nel videogioco Sherlock Holmes – L’Avventura, il libro è al centro delle vicende della trama, dove il celebre investigatore si trova a dover affrontare una setta di adoratori di Cthulhu.
  • Il Necronomicon è presente come libro nel videogioco The Binding Of Isaac. Tale oggetto appena utilizzato danneggia tutte le creature nella stanza.
  • In un episodio della sesta stagione della serie tv Dr.House, si vede il Necronomicon, usato da un paziente “stregone”.
  • Il libro compare anche nella biblioteca di un alchimista nel romanzo “Il Mercante di Libri Maledetti” dello scrittore Marcello Simoni.
  • La Necronomicon Press è una casa editrice americana specializzata in romanzi horror che prende il nome dal libro maledetto.

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Come concludere quindi questo lungo articolo? Non sapremo mai la verità nonostante alcuni dicano che alcune copie del Necronomicon siano rinchiuse in luoghi inaccessibili come la Biblioteca Vaticana o gli archivi delle più grandi università mondiali (come ad esempio Harvard, che avrebbe una edizione tradotta in Spagnolo). Alcuni collezionisti privati dicono di possederlo ma di non averlo mai aperto o letto. Il libro finì anche nella lista della ricerca delle reliquie paranormali della Dittatura Hitleriana, insieme alla Lancia di Longino e L’Arca dell’Alleanza, ma non fu mai trovato.

Resta il fatto che tutto il mondo conosce l’esistenza del Necronomicon, collegato all’esoterismo, alla negromanzia, all’occulto. Possiamo dunque classificarlo come Leggenda Urbana?

La definizione di Leggenda Metropolitana è: “Storia insolita e inverosimile, normalmente a trasmissione orale e che, a un certo punto della sua diffusione, riceve larga eco dai Media, tramite i quali riceve patente di credibilità”.

Quindi ci stiamo dentro e il Necronomicon è uno degli esempi più plausibili.

Appuntamento a settimana prossima con l’ultimo episodio de “Le Leggende Di Mezzanotte”.

Buoni incubi…

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