Le Leggende Di Mezzanotte. Ep.5: La Volga Nera

LA VOLGA NERA

1963. Varsavia. Una ragazza cammina sola sul ciglio di una piccola strada sterrata, tornando a casa dopo scuola. La neve scende lenta e il paesaggio è già coperto di un bel manto bianco. Nel silenzio del pomeriggio, sente il rombo del motore di una macchina di grossa cilindrata dietro di lei. Incuriosita si volta e vede una lussuosa Volga nera che sta lentamente decelerando, fino ad accostarsi accanto a lei. Un’uomo abbassa il finestrino e le chiede l’ora. La ragazza abbassa lo sguardo per controllare e due uomini, uscendo dagli sportelli posteriori la afferrano e la caricano in macchina. Con una sgommata la Volga si allontana, lasciando dietro di lei soltanto il segno degli pneumatici sull’asfalto. Della giovane ragazza nessuno ha più saputo niente e il suo ricordo rimane impresso sulla neve.

La leggenda racconta questo. E’ una delle leggende più famose diffuse in Russia, Polonia, Ucraina e Mongolia e si parla di almeno un centinaio di casi registrati nello stesso modo: alcuni testimoni oculari hanno tutti descritto la stessa macchina: un Volga di colore nero (modello lungo, tipo limousine) con rifiniture bianche e cromate. La Volga era una macchina costruita in Russia e molto diffusa tra le alte cariche del governo comunista degli anni ‘60 e ‘70.

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La versione della leggenda più diffusa ha sempre, come vittima, una bella e giovane ragazza che, a quanto pare, verrebbe rapita per diventare giocattolo sessuale per il piacere dei “Compagni Soviet” di alto grado. Una leggenda simile girava già trent’anni prima ma legata ad un modello di macchina diverso. Non è un caso che un’Urban Legend di questo calibro sia ambientata in Russia e soprattutto in quegli anni: la realtà è che sicuramente delle ragazze sparivano per le motivazioni sopra elencate! Il rapimento di ragazze a scopo sessuale in uno stato comandato da un sistema dittatoriale non è una cosa nuova. Durante il terzo reich gli stessi soldati nazisti rapivano belle donne per portarle “in dono” ai capi dell’esercito o alle alte cariche delle Schutz-Staffeln, diventando strumenti sessuali al servizio di una “grande causa”. Ad oggi il più alto commercio di prostitute di tutto il mondo si sviluppa ancora nelle zone dell’Ex Unione Sovietica e della Tailandia, dove gruppi di ragazze vengono “vendute” a ricconi senza scrupoli (soprattutto sceicchi e grandi proprietari petroliferi). Ma c’è una leggenda dentro la leggenda: nei primi anni del 2000 giravano voci di video scovati nel Deep Web, risalenti agli anni ’70 in cui si vedevano delle ragazze torturate da persone vestite da soldati sovietici. Tra le giovani riprese con la telecamera, si dice che alcuni trovarono riscontro con alcune fotografie di ragazze scomparse a Varsavia in quegli anni, le stesse rapite e caricate dentro la Volga nera. Ovviamente non abbiamo nessun riscontro effettivo (come accade sempre) e quei video non sono mai diventati di dominio pubblico né risulta che le Autorità abbiano aperto un fascicolo a riguardo.

Ma leggenda dà spazio alla fantasia di molti ed esistono altre versioni di sparizioni legate alla Volga:

  1. In una versione degli anni ’80 a sparire erano bambini il cui sangue puro veniva venduto a prezzo d’oro ed usato per curare arabi malati di leucemia
  2. In un’altra versione, negli anni ’90, le persone rapite dalla Volga venivano trovate lontane dal luogo del rapimento (di solito in un fosso o in un campo), senza un rene. Alcuni raccontano questa leggenda come staccata da quella della Volga nera, Ogni tanto cambia la vettura: in questi casi è molto più frequente la descrizione di un’ambulanza tutta nera, con i vetri oscurati.
  3. Tutt’oggi si parla di alcune sparizioni in tutto il mondo a bordo di un’auto ma resta la variabile fissa che sia SEMPRE un’auto di lusso. Dalle Mercedes alle BMW, dalle vecchie Cadillac alle Audi.

Nessuno è mai riuscito a raccontare chi ci fosse alla guida delle macchine ma non mancano ipotesi assurde come Vampiri, Suore o il Diavolo stesso.

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Queste leggende (come quella di Polibius ad esempio) specificano sempre il luogo in cui si svolge la vicenda. Ora a Varsavia, per Polibius a Portland, la decrizione della città è un punto forte di queste leggende. La leggenda si fa meno tale e diventa più una storia, una specie di finta testimonianza, qualche volta camuffata da articolo di giornale, altre da racconti passa parola, altre da testimoni folli in cerca di un pugno di notorietà. Ognuna di esse veste i panni un avvenimento “probabile”, quindi ci attrae e ci spaventa allo stesso tempo perché nel nostro subconscio penseremo sempre:

“E se succedesse davvero?”…

 

 

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6 pensieri su “Le Leggende Di Mezzanotte. Ep.5: La Volga Nera

  1. Degno di nota fu anche il caso di Susan Smith che adoperò questa leggenda per giustificare la sparizione (e la successiva morte, per annegamento) dei suoi tre figli! Ad ogni modo…daje Midnight! Ottimo lavoro!

    • È probabile che sia vera. Sparizioni e rapimenti del genere accadono ogni giorno, ma i giornali non ne parlano perché sono spesso coinvolte persone povere o disagiate. In ogni leggenda si nasconde un pizzico di realtà!

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