Le Leggende Di Mezzanotte. Ep.1: Polybius

Non ho mai avuto voglia di scrivere un post “Classifica”.

Prendetemi per scemo (so che post del genere alzano le visualizzazioni a livelli colossali), ma l’ho sempre considerato troppo “mainstream” per il mio tipo di blog.

Ma ultimante sta girando sui social network un vecchio articolo che parla delle 10/15 Leggende Urbane più famose e spaventose di sempre. Purtroppo, però, è scritto male, lascia interrogativi ed è molto sbrigativo. Ho ricevuto decine di richieste dai fans di ri-scriverlo a modo mio, magari spiegando qualcosa di più, magari risalendo alle origine delle leggende, magari facendo in modo che diventi un articolo quantomeno piacevole.

Ecco a voi, dunque, la classifica delle 10 Urban Legends più famose di sempre.

Ho deciso di suddividere questa nuova rubrica in 10 parti, per non risultare troppo lungo e dispersivo.

Benvenuti alle “Leggende Di Mezzanotte” e questo è il primo articolo dedicato ad uno dei misteri più conosciuti del mondo dei videogiochi.

POLYBIUS

polybius-6

Nel 1998, sul sito Coinop.org, appare uno screenshot di un gioco degli anni ’80 chiamato Polybius. L’autore del post, racconta di essere entrato in possesso di quell’immagine da un utente sconosiuto e che risale alla schermata di gioco di un videogioco che venne distribuito a Portland nell’Oregon circa venti anni prima, da una ditta chiamata “Sinnesloschen”. La leggenda narra che il videogioco iniziò a creare dipendenza tra i giovani, provocando nelle salegiochi lunghe fila di attesa e addirittura risse. I giocatori infatti, dopo aver giocato a Polybius, manifestavano episodi di amnesia, insonnia e incubi notturni. Il gioco conterrebbe messaggi subliminali che manderebbero “in pappa” il cervello dei giocatori. Durante il gioco apperirebbero scritte velocissime del tipo “Suicide Yourself” o “Kill Everyone”. C’è chi dice che giocandoci con degli occhialini 3D del tempo (quelli con le lenti rosse e blu), si riuscirebbero a vedere lame amuninate che avanzano verso lo schermo. Si racconta anche che spesso, degli uomini vestiti di nero, ritiravano i cabinati per prelevarne i dati di gioco e sottoporli a studi scientifici. Altri raccontano che Polybius fosse un progetto governativo della CIA, utile allo sviluppo del controllo delle menti. Tutto questo terminerà pochi anni dopo quando, in una sola notte, tutte le copie di Polybius sparirono dalla circolazione finendo nel dimenticatoio.

Ad oggi, nessuno è mai riuscito a presentare prove della reale esistenza di quel videogioco. Dal 1998 al 2011, soprattutto sul forum “4chan” è sporadicamente apparso qualche post su di esso: gente che racconta di averci giocato, altri che dicono di averlo visto a Newport qualche anno dopo, nascosto in un vecchio magazzino abbandonato. Ma nessuno ha mai presentato fotografie del gioco, fatta eccezione per alcune ricostruzioni grafiche fatte dagli utenti del forum stesso. Tante sono le componenti che gridano alla pura Leggenda Urbana, prima tra tutte il fatto che la parola “sinnesloschen” in tedesco significa “cancella-mente”. Alcuni hanno ipotizzato che la leggenda sia ispirata al gioco firmato Atari, “Tempest”, gioco action di fantascienza responsabile di epilessia fotosensibile e vertigini e che fu ritirato dal commercio pochi mesi dopo la sua uscita nelle salegiochi. Nella storia non appaiono mai nomi propri di persone, fatta eccezione per un certo “Steven Roach” (di cui anche in questo caso non esistono documenti reali): nell’aprile del 2006, Duane Weatherall del sito Bitparade.co.uk intervistò un certo Steven Roach, in quale affermò di aver lavorato nel 1980 per conto della Sinnesloschen, una succursale Sudamericana della Sega, per lo sviluppo di un videogioco con grafica vettoriale. Il gioco, per un errore di programmazione, risultò pericoloso e capace di provocare epilessie. Il prodotto venne ritirato dal commercio e la ditta di videogiochi chiuse. Non esiste, però, nessuna impresa con quel nome registrata negli archivi; cosa che confermerebbe la totale invenzione della Leggenda Urbana. Per chi volesse comunque giocarci esiste una versione  non ufficiale del gioco (una specie di Remake) creato dagli appassionati raccogliendo notizie sul Polybius originale. Lo potete trovare sul sito www.sinnesloschen.com. Nessuno svelerà mai la verità su questo titolo, ma il remake è fatto davvero bene, è disturbante e lascia un gigante mal di testa a chi ci gioca (me compreso!). Il mondo dei videogiochi è stracolmo di leggende metropolitane e di Creepypasta: alcuni tra i più famosi sono “La Sindrome di Lavandonia” e “Misfortune”, entrambi basati sul videogame “Pokémon” e nati proprio quando i Poket Monsters erano in voga tra i più piccoli.

Tra i video che ho trovato in rete, quello che vi lascio qua sotto mi sembra quello migliore. Una panoramica sul gameplay del gioco (il reboot ovviamente, non l’originale).

Spero che vi sia piaciuto e ci vediamo tra qualche giorno con il prossimo episodio delle “Leggende Di Mezzanotte“.

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13 pensieri su “Le Leggende Di Mezzanotte. Ep.1: Polybius

  1. Pingback: Le Leggende Di Mezzanotte. Ep.5: La Volga Nera | L'Uomo Di Mezzanotte

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