Charlie Challenge. Un Gioco Pericoloso…

Il 2015 sarà ricordato spesso negli annali del cinema come l’anno con la più alta diffusione di film horror degli ultimi 30 anni. Ma per chi è estraneo a questo mondo di genere, il 2015 sicuramente, ci porterà alla memoria la notizia che ha fatto il giro del mondo per diversi mesi. Oggi parliamo del…

CHARLIE CHALLENGE

charlie-charlie

Classica raffigurazione del Charlie Challenge

 

O come l’hashtag ricorda #charliecharliechallenge.

Partiamo dall’inizio.

Cosa è il Charlie Challenge?

Nel giro di pochi mesi, soprattutto su Twitter, le home di ogni utente si riempirono di video di gruppi di bambini o adolescenti che, con il semplice ausilio di un foglio di carta e di due lapis, comunicavano con il fantasma di un bambino che, a quanto mostravano i video, rispondeva si o no alle domande che gli venivano poste.

I risultati, alle volte sconvolgenti, facevano accapponare la pelle ai genitori di tutto il mondo e alla parte “religiosa” di esperti sull’occultismo.

Come sempre più spesso accade, questo fenomeno, partito dall’America, diventò di una viralità mai vista, coinvolgendo l’intero globo nello sperimentare questa specie di Tavoletta Ouija 2.0. Questo gioco del lapis, nasce però molti anni addietro in Spagna con il nome di “Juego De La Lapicera”, ed è da sempre considerato uno dei modi migliori e più semplici per comunicare con i defunti.

 

Chi è Charlie?

La leggenda vuole che Charlie, il fantasma di un bambino messicano di 10 anni morto suicida, riuscisse ad interagire con i vivi, rispondendo a semplici domande. Il suo spirito, tramite l’uso della psicocinesi, era capace di muovere la punta della matita sulla parte del foglio che indicava il “SI” o il “NO” a seconda della risposta da dare. La community dei forum come “4Chan” o “SentimentalCorp”, dava la nascita di questa leggenda da un’antica leggenda messicana che narrava di questa entità. Sistematicamente, esperti di folklore e di leggende urbane del Messico, smentirono il fatto, comunicando puntualmente che non esisteva nessuna leggenda simile e soprattutto non appariva nessuno dal nome “Charlie” in nessuna di esse.

Quindi ci troviamo di fronte all’ennesima Creepypasta, frutto dell’inventiva di qualche sconosciuto che ha voluto ricamare sopra questo gioco, una storia alquanto credibile.

 

Perché si parla di Challenge?

Se cerchiamo su YouTube  la parola “Challenge” ci si aprono davanti degli scenari di ogni genere e qualità. Challenge, in inglese, significa “Sfida”. In pratica sono dei video in cui qualcuno (e spesso al centro di essi ci sono personaggi famosi o Youtubers di fama internazionale), viene sfidato dagli utenti che seguono il loro canale a fare una determinata cosa. Come ubriacarsi e ballare nudo all’interno di una chiesa durante il battesimo di un neonato o la famosa “Cinnamon Challenge” dove persone si riprendevano mentre cercavano di ingoiare una grande quantità di polvere di cannella. Il Charlie Challenge aveva lo stesso format: un gruppo di bambini evocava lo spirito, gli faceva delle domande e lo rimandava nel mondo dei morti. Alla fine del video, amici o conoscenti dei protagonisti venivano “taggati” sfidandoli di riuscire a fare la stessa cosa senza morire di paura. La sua viralità, appunto, prende piede proprio dal fatto di fare qualcosa di proibito, di misterioso e di scorretto, alle spalle dei genitori e dei parenti. Non è un caso che al centro di questo fenomeno ci siano bambini o adolescenti e non adulti.

 

Cosa c’è di sbagliato?

Questo fenomeno in breve tempo, ha fatto moltissimi danni. Alte cariche religiose, intervistate per l’occasione, hanno parlato di un vero e proprio contatto con i demoni chiamati a mostrarsi per rispondere alle domande. Ma la pericolosità del Challenge è proprio nella sua viralità devastante. L’idea del poter entrare in contatto con un fantasma ha creato veri e propri episodi di psicosi di massa e di terrore.

Tra gli episodi più sconvolgenti ricordiamo:

  1. Un gruppo di 4 teenager colombiane vennero ricoverate nell’ospedale di Tunja con la diagnosi di isteria di massa.
  2. Nella Repubblica Dominicana il Charlie Challenge venne dichiarato illegale e punito con salate multe dopo il suicidio di 5 ragazzi. Nelle ultime parole scritte sul loro profilo Facebook, si legge tutta la loro paura e l’ossessione che Charlie li stesse seguendo e li comandasse nei loro incubi.
  3. In Italia, Don Aldo Bonaiuto, ha dichiarato di aver avuto qualche caso di possessione demoniaca come conseguenza del gioco. Si parla addirittura di “seduta spiritica semplificata per adolescenti”.

 

Viralità malata o semplice esperimento sociale?

La giornalista del Washington Post, Caitlyn Dewey, parla del Charlie Challenge come il primo caso di viralità extraculturale del nuovo millennio:

Charlie è un grande punto di studio per comprendere come la viralità online si muove al di là di linguaggi e culture differenti… I giocatori parlano di questa cosa come se fosse nuova, attribuendogli nuovi significati di attualità mediatica… E’ la prova di come un semplice gioco riesca ad unire persone di linguaggi diversi…

Stephen Schlozman, professore di medicina alla Harvard Medical School, dice:

Io penso che i bambini siano interessati a dimostrare il loro coraggio mettendosi alla prova con qualcosa di pericoloso ma che siano allo stesso tempo spaventati per la loro incolumità. E’ questo che rende il Charlie Challenge, qualcosa di estremamente rischioso per la psiche debole come quella di un bambino.

Sta a voi poi trarre le appropriate conclusioni.

 

Spiegazione scientifica o reale misticismo?

Gruppi di esperti si sono riuniti per riuscire a dare una spiegazione più o meno razionale al movimento “cinetico” della matita (tra cui il CICAP in Italia). La spiegazione è molto semplice: poggiando in equilibrio precario una matita sopra un’altra si chiamano in opera diverse forze fisiche, una tra le quali è la Forza di Gravità. La matita spinta verso il basso, scivola e si muove dondolando da un lato all’altro per cercare di ottenere un equilibrio maggiore. Le risposte ottenute saranno dunque totalmente casuali, e la matita punterà sempre nella direzione più facile per restare in equilibrio. Altre spiegazioni si trovano nel magnetismo. La matita composta di legno e grafite (quindi con una componente ferrosa al suo interno), si piegherà verso la zona a più alto tasso magnetico che può essere una persona (funzionando come antenna) o una qualsiasi componente elettrica.

Occultisti e esoteristi, invece, confermano che sia tutto di natura spiritica, funzionando con lo stesso principio della Tavoletta Ouija.

 

Conclusioni:

Sono passati diversi mesi dalla nascita del Charlie Challenge e, come ogni cosa virale, si è spenta come un fuoco fatuo e si è persa nei meandri della rete. Resta solo un leggero ricordo dei primi mesi dell’anno. I bambini (o almeno la maggiorparte), sono ritornati a fare la loro vita normale, in attesa del nuovo video strano, creepypasta o notizia che li rapisca facendo di loro, l’ennesima vittima del Web. Quel Web sempre più malato e potente che sta prendendo piede come un uragano, portando via e trascinando con sé, come sempre, le persone più deboli tra i forti.

E mentre in tanti li tireranno dentro alla loro viralità malata, in pochi si fermeranno a pensare che forse, anche se per una impercettibile percentuale, la colpa possa essere della comunità.

La comunità di internauti senza volto.

La comunità di mostri virtuali.

I fautori del nostro destino in codice binario.

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