Slender Man. Mitologia e Origini Di Un Mito.

Tutti conoscono il Creepypasta più famoso della storia, (e per chi non lo conosce può farsi un bel giretto sul sito Creepy Stories cliccando QUI), ma non tutti forse sono a conoscenza di quello che si nasconde dietro alla figura dell’ Uomo Alto, il rapitore di bambini, il mostro senza volto. Avevo già parlato di lui in alcuni miei articoli precedenti, come quello sui Creepypasta e la recensione di un cortometraggio a lui dedicato.

In primis, la figura dello Slenderman come si conosce adesso (quell’uomo alto, senza faccia vestito con giacca e cravatta), risale al 2009 quando il fotografo Eric Knudsen, partecipando al concorso fotografico organizzato dal sito “Something Awful”, ritoccò alcune fotografie che ritraevano bambini al parco, inserendoci la figura secca e ben vestita dell’Uomo Alto. Questa serie di foto, sviluppate in color seppia, impressionò a tal punto la giuria che Eric vinse il concorso. Come spesso accade, le foto iniziarono a girare in rete e in breve tempo diventarono virali: centinaia di racconti dell’orrore e fan art hanno infatti come protagonista proprio lo Slenderman di Knudsen.

Appurato quindi che le foto che girano in rete sono soltanto dei fake, resta comunque il mistero più profondo: lo Slenderman esiste davvero?

Fin dall’antichità, in ogni parte del globo, indistintamente dall’epoca e dalle culture dei popoli si è sempre parlato dello Slenderman: una figura magra, altissima e senza volto, con dei tentacoli sulla schiena, pronti ad afferrare la sua preda. Uccisore di bambini e di donne, ma talvolta anche di combattenti e di eroi. Proviamo a fare una “scarrellata” veloce di quali sono gli esempi che si avvicinano di più alla figura dello Slenderman e vedrete che, da oggi in poi, non dormirete più sonni tranquilli:

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Der Grossmann (Stampa Tedesca)

  1. Der Grossmann (Germania): la figura dell’Uomo Alto (The Tall Man) entra nella mitologia tedesca intorno al 16° Secolo. E’ solitamente descritto come un mostro dei boschi, simile ad un folletto, che attira i bambini la notte e li convince a seguirlo raccontando loro bugie sui propri genitori. Sempre in Germania troviamo molte descrizioni di un altro mostro chiamato “The Erlking”: si parla di lui in un famoso poema di Goethe ed è descritto come una figura che vive nella foresta e rapisce i bambini. E’ una figura eterea, come uno spettro che uccide soltanto i bambini che riescono a percepire la sua presenza. Gli altri svaniscono nel nulla, come trasportati in un’altra dimensione (forse quella da cui lui deriva).
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Antica fotografia scozzese che ritrae lo Slenderman che osserva un gruppo di bambini

  1. Fear Dubh (Scozia): in una leggenda scozzese, si parla del Fear Dubh (The Black Man), come una entità malevola che cammina nei boschi la notte attirando a se i bambini. Spaventa i bambini cattivi nel sonno e ha le stesse caratteristiche fisiche dello Slenderman.
The Clutchbone (Illustrazione di Adam W Rodriguez)

The Clutchbone (Illustrazione di Adam W Rodriguez)

  1. The Clutchbone (Inghilterra): leggenda risalente al 1800. Si parla di un mostro con la pelle dura come il cuoio e con la faccia senza lineamenti ma con un buco al suo centro. Esce allo scoperto la notte e distrugge villaggi incendiandoli con sfere di luce (o fulmini a seconda della versione della storia), generate dai tentacoli presenti sulla sua schiena. Appena provocata morte e devastazione, crea un portale e si nasconde al suo interno tornando da dove è venuto.
  1. The Corrector (Russia): questa figura alta e magra si insinua nelle case e rapisce i bambini nati per errore o non voluti. Predilige i bambini nati “senza padre”.
Classico esempio di Boogie Man

Classico esempio di Boogie Man

  1. The Bundle (Nord America/Europa): è una figura senza volto o con il volto che cambia continuamente aspetto, talmente veloce da risultare confuso, come un vortice. Il corpo è fatto di ombra e scivola sotto ogni tipo di oggetti. Può nascondersi ovunque e proprio per questo è chiamato anche Boogie-Man (l’Uomo Nero, come tutti conosciamo). Sempre nel Nord America si parla di una creatura simile ad un ragno che rapisce le vittime stringendole tra le sue zampe e le porta nelle profondità delle paludi. Bundle in inglese significa appunto “impacchettare”, proprio come fa questa creatura con i bambini rapiti.
Ricostruzione di un Hupia

Ricostruzione di un Hupia

  1. Hupia (Caraibi): già in età precolombiana si parlava di questa creatura umanoide, senza volto, che sorveglia, paralizza e fa impazzire le proprie vittime. Nella cultura Taino viene identificato come lo spirito della morte.
Una raffigurazione del Nopperabou

Una raffigurazione del Nopperabou

  1. Nopperabou (Giappone): tradotto come “fantasma senza faccia” il Noppera-Bo è una leggendaria creatura del folclore giapponese dalle stesse fattezze di un Hobgoblin. Ha la facoltà di cambiare volto per avvicinare a se le vittime (impersonificando quindi una persona cara o un familiare), per poi rivelare la sua vera natura. La cosa spaventosa è che stacca, proprio come un post-it, la faccia delle vittime in modo da poterle indossare a suo piacimento. Oltre al Nopperabou esiste anche lo Yokai, creatura identica allo slenderman, alto, senza volto e che uccide le sue vittime nei boschi.
  1. Hundun (Cina): descritto come un mostro dalle molte braccia, umanoide ma privo di ogni emozione o sentimento umano. E’ associato alla personificazione del caos. Leggenda vuole che si possa uccidere forandogli gli occhi.
Un Alu, tratto da una porta mesopotamica

Un Alu, tratto da una porta mesopotamica

  1. Alu (Babilonia): già ai tempi dei Sumeri si parlava di una creatura metà uomo e metà demone senza un volto. Era noto per colpire le proprie vittime durante il sonno, terrorizzandole mentre dormono. Si dice inoltre che il demone riesca a causare perdita di conoscenza, shock visivi, e perdita dell’uso della parola.
Immagine dello Slenderman tratta dalle pitture del Capivara National Park

Immagine dello Slenderman tratta dalle pitture del Capivara National Park

  1. ??? (Brasile – Capivara National Park – Egitto): sulle famose pareti brasiliane, risalenti a 9000 anni prima della nascita di Cristo, c’è una strana pittura muraria che raffigura un essere alto e magro che tiene tra le sue mani il corpo di un bambino. La stranezza è che la cosa descritta non è pertinente con nessun altro disegno lasciato sul muro, che raffigura scene di caccia o di vita quotidiana. Anche nelle raffigurazioni geroglifiche dell’Antico Egitto esiste la figura di un uomo alto con molte braccia. Questa creatura è conosciuta con il nome di “Ladro degli Dei” ed è molto comune trovarla nelle iscrizioni.

Come possiamo vedere, questa figura leggendaria la possiamo trovare in un arco di tempo che va dal 9000 A.C. fino ai giorni nostri.

Che ci sia qualche verità è dunque innegabile dato che ogni leggenda basa le sue fondamenta su una parte reale, ma lascio che ognuno tragga le sue conclusioni, senza potervi condizionarvi in alcun modo.

Vi lascio qui in fondo alcuni link utili che io stesso ho usato per documentarmi.

Creepy Storieshttp://creepy-stories.com/slenderman/

CreepyPasta? Intruduzione Nel Magico Mondo Della Narrativa Horrorhttps://luomodimezzanotte.wordpress.com/2014/06/27/creepypasta-introduzione-nel-magico-mondo-della-narrativa-horror-prima-parte/

Art History Archivehttp://www.arthistoryarchive.com/arthistory/prehistoricart/

Wikipediahttp://it.wikipedia.org/wiki/Slender_Man

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2 pensieri su “Slender Man. Mitologia e Origini Di Un Mito.

  1. Pingback: Slenderman ~ Creepy Stories

  2. Bella, questa trattazione della figura dei “babau”. Ancora più suggestiva perché sembra quasi che si tratti dello stesso mostro che cambia pelle attraverso le culture e le epoche, fino ad assumere la sua – per ora- ultima trasformazione attraverso i creepypasta e certi suoi derivati (ormai non so più quanti videogiochi esistano sullo slenderman!)

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