Downstairs. Il Ritorno Di Lee Boxleitner.

Dopo un silenzio di quasi un mese, eccomi tornato a cavalcare le onde del brivido dal mio Blog.

Devo scusarmi per l’assenza ma le motivazioni sono state le seguenti:

  1. Il 5 Aprile una new entry si è aggiunta nella mia famiglia: è nata mia figlia Caterina!!!
  2. Avendo meno tempo da trascorre davanti alla tv mi sono buttato sulla lettura di classici del’Horror, come il capolavoro di William Blatty: “L’Esorcista”.

Ma, come sempre succede, la mente umana si abitua in fretta ad ogni cambiamento ed è giunta l’ora di tornare a rinchiudermi, qualche oretta la settimana, nel mio piccolo paradiso fatto di righe, video e recensioni.

In questo mese passato ho ricevuto diverse richieste di recensioni di nuovi cortometraggi ed ho promesso a tutti, registi o attori che siano, di accontentarli piano piano.

Per iniziare, però, voglio omaggiare uno dei Registi più affezionati all’Uomo di Mezzanotte: il grande Lee Boxleitner. Per sapere di più su di lui vi lascio il link della recensione del suo primo cortometraggio horror, “Daddy“, articolo che ancora a distanza di un anno è uno tra i più letti dagli utenti. Tra me e Lee, nel giro di pochissimo tempo, si è instaurata un’amicizia lavorativa e sono stato uno dei primi a sapere della realizzazione del suo nuovo cortometraggio, diversi mesi fa. Adesso il suo lavoro è finito ed è l’ora che il mondo lo conosca in tutto il suo splendore.

Ecco a voi… “Downstairs“:

Entrato subito nelle selezioni dello Screamfest horror film festival 2014, dell’ Indiefest USA film festival 2014, del Northwest Horror festival 2015, e del the Dark Scream UK horror film festival 2015, è stato votato tra i migliori cinque cortometraggi allo ScreamFest 2014 dal sito www.besthorrormovies.com. Ha vinto il premio come Best short film al Dark Scream UK, e ha ricevuto la nomination per Miglior Attore e Miglior Regista al Dark Scream UK horror film festival.

Ma lasciamo stare gli elogi e passiamo all’analisi del corto:

Trama, Fotografia e Regia:

Yesterday upon the stair

I met a man who wasn’t there

He wasn’t there again today

I wish, I wish he’d go away.

Questa frase, tratta dal celebre poema “Antigonish” di William Hughes Mearns (poeta del 1900), apre il cortometraggio. Non voglio rovinare a nessuno la sorpresa di questo corto, quindi non riassumerò la trama in nessun modo. Vi basti sapere che, una volta iniziata la visione di “Downstairs”, i 17 minuti di durata vi passeranno senza neppure accorgervene. Ci troviamo di fronte ad un prodotto molto diverso rispetto a “Daddy” e possiamo vedere come, in pochissimo tempo, sia maturata l’esperienza direttiva di Mr. Boxleitner, portandola ad un livello talmente alto da avere l’illusione di trovarci davanti ad una pellicola studiata per il grande pubblico. Le immagini sono pulitissime, non sporche come in ogni produzione indipendente. La fotografia e la location riescono ad incantare lo spettatore, tenendolo incollato allo schermo per tutta la durata del film. La cosa che ho adorato più di tutti è l’utilizzo delle luci dei primi minuti del corto: quella luce gialla, proveniente dalla lampada a petrolio, che colpisce i nodi del legno e i fili della corda hanno un che di malinconico e di astratto da confondere la mente di chi guarda. Passare da una scena del genere, polverosa e ancestrale, all’ambiente asettico, bianco e spoglio del grattacielo dove tutto il corto è ambientato, fa male come una pugnalata in un pieno petto. E personalmente è questo che adoro dei prodotti di Lee: la profonda psicologia malata in cui riesce ad immergerti!

Ai minuti “7,05”, “8,50” e “10,35” ci sono tre tra le scene più “creepy” che abbia mai visto in un cortometraggio e, dato che ormai avrete imparato a conoscermi, saprete che non sono facilmente impressionabile.

Attori e Produzione: la produzione è una collaborazione tra i due fratelli Boxleitner, Lee e Sam, Mike Depsey e Matt Laumann. Questa scelta di collaborare per un cortometraggio ha dato i suoi frutti, facendoci scoprire che, il buon vecchio Sam Boxleitner è un grandissimo attore! E’ sua la parte del protagonista, l’agente Flip Schubbers. Lee, invece, fa la parte che gli è più congeniale, ovvero quella dello spirito dell’impiccato. il resto del cast è piano di volti nuovi o quasi: John Lyke, “Orpheo” nel corto, è famoso per aver lavorato come controfigura di grandi attori come Ben Stiller nel film “I sogni segreti di Walter Mitty“. La sua compagna “Danuta” è interpretata dalla bella Phoebe Neidhardt, famosa comparsa di diverse serie tv di successo come “The Big Bang Theory“, “Criminal Minds” e “Chuck“. A completare il cast troviamo Caitlin Reilly (che fa la parte della ragazza morta) e Andrea Boxleitner, sorella del regista, che interpreta l’altro fantasma di donna.

Per concludere, il cortometraggio è l’esempio esplicito di una carriera che sta andando verso dei livelli molto alti, semi-professionali. La totale “quasi assenza” di Jump Scares, fa rientrare la storia narrata all’interno di una corrente che, fortunatamente, sta tornando a calcare i Red Carpets di tutto il mondo, facendoci, lentamente dimenticare, la merda che ha infestato il mondo horror negli ultimi anni. Auguriamo ai Boxleitner Bros il successo più grande che possano mai ottenere e rimaniamo in attesa di un altro dei loro grandi prodotti cinematografici.

Avete dormito sonni tranquilli per un mese ma adesso l’Uomo Di Mezzanotte è tornato…

 

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2 pensieri su “Downstairs. Il Ritorno Di Lee Boxleitner.

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