Alexia. L’Angolo Horror Dell’Argentina.

L’Argentina. Che nazione spettacolare!

L’Argentina conta i più grandi illustratori del mondo, alcuni tra i migliori fumettisti e conta anche un giovane filmmaker tra i più competitivi nel suo genere: Andrés Borghi.

Oggi andremo ad analizzare il suo capolavoro magnus, quello che gli ha fatto vincere ogni premio possibile in giro per il mondo: “Alexia“.

Trama: “Alexia” è un cortometraggio di 8 minuti che appartiene ad una categoria sempre più usata: la SciFiHorror. Usare l’espediente di oggetti di uso comune di tipo informatico, serve ad avvicinarci di più alla vicenda narrata. In un mondo in cui Smartphone, Pc, Tablet o Droni sono entrati violentemente alla portata di tutti, sembra che riescano a fare da canalizzatori verso l’aldilà, squarciando quel flebile velo che ci separa dall’altra realtà, finemente nascosta agli occhi di noi comuni mortali. Questo tipo di horror è stato già usato anche in film di grande stampo: primo tra tutti il grande “Poltergeist” di Tobe Hooper (1982), seguito da altri capolavori come “The Ring” (sia la versione Americana che l’originale Giapponese). Se ne parla in “ABC Of Death” ed è il cortometraggio migliore in “Paranormal Stories“, film nostrano di dubbio interesse e coinvolgimento, girato nel 2011. Nel corto “Alexia” la deceduta ragazza del protagonista, torna a distanza di tempo per tormentarlo e per vendicarsi del fatto che lui si sia fatto una nuova vita.

Montaggio e Fotografia: IMDB descrive così la trama:

Franco’s ex-girlfriend Alexia had committed suicide some time ago, but he still feels her presence because her social network profile has not yet been taken down. On the day of her birthday, he visits her page and feels guilty over the fact she had taken her own life. When Franco’s new girlfriend finally convinces him to delete Alexia from his contacts and move on with his life, his computer starts to malfunction and some thing strange and sinister manifests through the web and into his life. Maybe a CLICK isn’t enough to leave the past behind.

Il corto non si presenta né con carrellate né con riprese movimentate. La scena è statica, l’inquadratura è per lo più fissa. Lo schermo del Pc è il protagonista indiscusso della scena. Gli zoom-in di particolari importanti, quali il mouse (che devo ammettere sia fichissimo!!!), della tastiera e del Facebook Messenger sono tutti quello di cui il regista ha bisogno per far funzionare il corto. C’è da ricordare che Andrés Borghi, oltre che essere un regista è specializzato in Visual Effect, cosa che si nota molto bene per la perfetta caratterizzazione del”mostrillo” rappresentato. Alcune scene, soprattutto quelle in cui si vedono i movimenti della giovane Alexia morta, si rifanno spudoratamente alla cinematografia orientale usando espedienti alla “The Ring” e The Grudge”. Per il 99% del tempo, il corto è girato interamente all’interno di una stanza fatiscente, quasi irreale, irradiata soltanto dalla luce dei led dello schermo. La recitazione diventa un contorno. Se non fosse per le 3/4 battute scambiate tra il protagonista e la sua nuova ragazza potrebbe essere considerato un film muto.

Interpreti e Regia: Franco il protagonista è interpretato da Sergio Beron, giovane attore di cortometraggi Argentini. La sua interpretazione è splendida. Con semplici espressioni riesce a trasmettere l’angoscia crescente che lo attanaglia, senza risultare finto o ridicolo. La sua ragazza, Melina, è interpretata da Paula Carruega, giovane attrice molto carina e brava, pur avendo un ruolo secondario nel corto. Alexia, invece, è interpretata da Pilar Boyle, truccata perfettamente per l’occasione. Se cercate la sua Bio su Google potete vederla nella sua intera bellezza. Il regista Andrès Borghi, classe 1982, ha studiato alla “Fundación TEBA” di Buenos Aires e si è fatto conoscere pochi anni dopo dal grande Peter Jackson grazie al suo cortometraggio “Working Day”, film realizzato per il concorso “You Big Break”, finanziato per portare turismo in Nuova Zelanda. Il suo corto rientrò tra i 5 finalisti e vinse il concorso sbaragliando la concorrenza. Per quanto posso sapere “Alexia” è il suo primo approccio con il mondo dell’Horror e sembra che il pubblico abbia reagito molto bene alla sua proiezione.

Premi e Riconoscimenti: inserisco una breve lista dei vari premi che “Alexia” ha vinto il tutto il mondo:

-First prize, 14th Buenos Aires Rojo Sangre film festival (Argentina, Nov 2013).
-First Prize, Festival de Marcos Juarez (Argentina, Jul 2014)
-Audience Award, 9º Festival Aurora (México, Mar 2014)
-Audience Award, Festival Mil Gritos (Argentina, Aug 2014)
-Third Prize, Horrible Imaginings Festival (U.S.A., Oct 2014)
-Third prize, Pehuencortos (Argentina, Mar 2014)
-Third Prize, La Noche del Cortometraje (Argentina, Dec 2013)
-Best Sound, Festival internacional de cine de Tapiales (Argentina, Dec 2014)

Conclusioni: Alexia è un corto che riesce a far male. Uno di quelli a cui pensi anche giorni dopo la sua visione. La sua realizzazione è impeccabile, senza sbavature. Un lavoro perfetto ed esemplare dal quale molti giovani registi dovrebbero prendere spunto. L’Argentina deve essere fiera di essere la patria di un regista del calibro di Borghi.

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