Il Gatto Di Mezzanotte. Capitolo 4: Zombie Vs… Zombie

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Questo è il quarto di una serie di dodici articoli, scritti in collaborazione con Cronache Del Gatto Sul Fuoco, dedicati ad alcuni dei famosi titoli del genere horror.

Videogiochi che parlano di Zombie ce ne sono un’infinità. Bisogna soltanto fare una scrematura per decidere quali sono quelli che hanno fatto la storia e quelli che sono passati in sordina. Per accontentare il pubblico, dunque, ho scelto IL videogioco sugli Zombie. Quello che tutti, almeno una volta, lo hanno giocato.

Resident-Evil--Version

Come primo ho scelto proprio Lui (da notare la “L” maiuscola…): il survival horror per eccellenza. Il videogioco con il più ampio merchandising e diffusione mondiale e, cinematograficamente parlando, il più longevo della storia.

Prodotto da Capcom nel lontano 1996 e distribuito in giappone con il titolo di Biohazard, uscì come esclusiva Playstation (in un primo momento) e poi venne distribuito su Sega Saturn e PC esattamente con un anno di ritardo. La Capcom chiamò per la prima volta questo genere di giochi “Survival Horror”, coniando un termine che tutt’ora identifica la più diffusa sottoclasse dell’horror. L’ideatore del gioco, il grande Shinji Mikami (creatore di capolavori come Devil May Cry, Ace Attorney, Dino Crisis…), confermò di essersi ispirato a due videogiochi:

  1. Alone In The Dark – Infogrames 1992
  2. Sweet Home – Capcom 1989

Trama: Non sto ad elencare la trama di tutti i Resident Evil, prequel e sequel, usciti in quasi 20 anni ma è tutto molto semplice: un reparto speciale della polizia degli Stati Uniti, la S.T.A.R.S.(Special Tactics And Rescue Service), viene chiamata ad indagare su una serie di inspiegabili omicidi avvenuti in una villa tra le montagne Arklay di Racoon City e per recuperare i membri della squadra “Bravo”, misteriosamenti scomparsi nel nulla. La villa si scoprirà essere in realtà il centro di ricerca della Umbrella Corporation, una compagnia che svolge esperimenti illegali su armi batteriologiche da impiegare per usi militari. Questi test hanno creato una specie mutante di esseri viventi assetati di sangue e di carne umana. Il contagio si diffonde velocemente proprio perché ogni persona, il cui sangue venga in contatto con un infetto, si trasforma in uno Zombie. Tutti i successivi videogiochi della serie non sono altro che tentativi da parte di vari membri della S.T.A.R.S. di bloccare questo virus (il famoso T-Virus), che ha creato una gigante pandemia in tutto il mondo.

Gameplay: Resident Evil nasce appunto come “Survival Horror” e quindi lo scopo primario è quello di sopravvivere. Nella maggior parte dei casi conviene scappare dagli Zombie più che fermarsi ad ucciderli perché la quantità di armi e munizioni presenti sono davvero strinte al minimo. Nel primo capitolo della serie avevamo soltanto una pistola, un fucile a canne mozze e un lanciamissili (usato solo per affrontare il boss finale). Il bello dei primi capitoli era proprio quello di ingegnarsi per capire quale fosse la migliore strategia da usare di fronte ai vari infetti. Purtroppo, come spesso accade, il marketing videoludico muta le sue richieste e nel giro di pochi anni abbiamo visto trasformare un favoloso “Survival Horror” in uno “Sparatutto” in terza persona con un’arsenale di armi da far invidia alle squadre russe Specnaz. Questa repentina mutazione è riuscita ad attirare un nuovo pubblico di giocatori giovani e inesperti (il primo Resident Evil è un gioco davvero difficile), ma ha fatto scappare i vecchi fan della saga, che preferivano uno stile di gioco Hardcore e più riflessivo.

Cinema: Il Merchandising di Resident Evil è uno tra i più grandi e diffusi di tutto il mondo. Sopra di lui ci sono soltanto 3 titoli: SuperMarioBros, Zelda e l’intramontabile PacMan. Uno tra i grandi merchadising arriva proprio dal cinema. Esistono 5 film girati in un arco di tempo che va dal 2002 al 2012 basati sul videogioco. Prima della visione di questa saga è importante ricordare che sono soltanto “basati” su di esso e NON sono la trasposizione su grande schermo della trama originale. Milla Jovovich sembra non essere più considerata nell’ambito cinematografico che per il ruolo della protagonista della serie. Nella pellicola troviamo riferimenti espliciti al gioco come la città di Racoon City, il T-Virus, la Umbrella Corporation e ovviamente gli Zombie ma dimentichiamoci totalmente dell’ambientazione cupa e gotica e lasciamo spazio ad un “action movie” di dubbie qualità. Per gli amanti del videogioco è come essere stuprati da una squadra di rugbisti irlandesi. Il trucco c’è ed è quello di vedere il film con l’occhio di chi ha soltato sentire parlare di Resident Evil e non l’ha mai giocato. Per concludere, la saga, rimane comunque una serie decorosa per gli amanti del genere e i feticisti delle donne soldato dal grilletto facile.

Milla Jovovich stars in Screen Gems' action horror RESIDENT EVIL: RETRIBUTION.

Scene Come Questa Ti Faranno Adorare La Serie Di Film!!!

 

Merchandising: Dopo l’uscita del secondo film, l videogioco ha ricevuto una spinta importante per quanto riguarda l’aspetto di vendite e di guadagno. La Capcom mantiene ovviamente il copyright sul nome e il 30% degli incassi se li gode segretamente distribuiti in vari conti bancari. Come sempre alla massa piaccioni i cattivi ragazzi, quindi il massimo dei proventi arriva dall’oggettistica basata sulla Umbrella Corporation. Nelle massime fiere del fumetto e del mondo NERD in generale quali Lucca Comics (in Italia), la Fiera del Libro di Angouleme (in Francia) e il Comic-Con di San Diego (USA) è sempre presente uno stand gigante dove cosplayer vestiti di tutto punto con giubbotti antiproiettile e mitra, cercano di “reclutare” nuovi membri nella Umbrella in attesa dell’Apocalisse Zombie. L’oggettistica varia dalle T-Shirt a veri e propri oggetti da collezione come elmetti militari, riproduzioni di armi usate nel film e maschere da Zombie. Lo stand della Umbrella Corp. è, di solito, accompagnato dalle camionette originali usate nel film e, i più fortunati, potranno anche vedere l’elicottero della Umbrella con tanto di pale rosse e bianche (proprio come il simbolo della Corporazione).

UmbrellaCorporation

Il Famoso Logo Della Umbrella Corporation

 

Novità e Curiosità:

Poche settimane fa il primo Resident Evil è tornato in vendita online in una versione  REMASTERED per Playstation 4. Pur essendo uguale all’originale è stato inserito qualche nuovo enigma (molto banale) e un gruppo di Zombie nuovo che esplodono al contatto. Questa versione “rimodernizzata” pone le sue migliorie sulla grafica e sugli effetti di luce del gioco, rendendolo abbastanza giocabile anche a i nuovi videogiocatori alla ricerca di un vecchio titolo del passato.

Tra le curiosità più carine ricordo quella su Shinji Mikami che prese la sua più grande ispirazione per il videogioco dagli Zombie dei film di George Romero e quella sulla devastante campagna per censurare il videogioco, considerato per i tempi troppo spinto e violento. Il gioco in versione originale (ovvero senza censure) possiamo godercelo nella versione Director’s Cut del 2002 uscita per Nintendo Game Cube e nell’HD REMASTERED uscita il mese scorso per Play4.

 

Come ho già detto all’inizio dell’articolo esistono innumerevoli videogiochi che hanno gli Zombie come pratagonisti. Purtroppo però, enunciarli tutti, sarebbe impossibile. Concludo l’articolo con una piccola lista di titoli interessanti da provare almeno una volta nella vita:

  1. La Saga di Alone In The Dark (1992/2008). Il punto di partenza di ogni videogioco sugli Zombie. Purtroppo la grafica retrò può infastidire i giovani giocatori abituati all’Alta Definizione ma, a livello di trama, è una serie tra le più complesse mai uscite.
  2. Dying Light (2015). Uscito poche settimane fa è un’horror game che mischia “parqur”(o Free-Running, come dir si voglia) e Zombie creando un’esperienza e un’ambientazione insolita per il genere. La risoluzione grafica di questo titolo è impressionante e gli Zombie fanno davvero paura. Consigliatissimo.
  3. Dead Island (2011). Cosa succede se una tranquilla vacanza in Nuova Guinea si trasforma in un incubo senza fine fatto di sangue e carne umana? Il Free-Roaming dell’isola è ben fatto e il gioco è davvero molto lungo. Per gli amanti della serie tv “Lost” con l’aggiunta dei Non-Morti.
  4. Plants Vs. Zombies (2009). Perché gli Zombie devono per forza fare paura? Questo videogioco in stile Strategico metterà alla prova anche i giocatori più hardcore. Lo scopo del gioco? Proteggere la nostra casa da un attacco Zombie usando delle piante molto speciali… provare per credere…

Vi lascio alla visione di un divertentissimo video prodotto da quei pazzi di “Smosh Games“, sottotitolato in italiano, dedicato proprio al primo Resident Evil.

Buona Visione!!!

Continua su: Il Gatto Di Mezzanotte: Tutti Zombie Appassionatamente

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4 pensieri su “Il Gatto Di Mezzanotte. Capitolo 4: Zombie Vs… Zombie

  1. Pingback: Tutti zombie appassionatamente

  2. Vorrei tanto comprare la versione REMASTERED in modo da poter giocare finalmente a questo titolo. Purtroppo fino ad oggi ho solo visto i film che non mi hanno detto più di tanto. Ottimo articolo!

  3. Io, il primo Resident Evil non l’ho mai nemmeno finito: all’arrivo dei mostri salterini che sostituivano gli zombie standard non riuscivo a cavarne più un ragno dal buco. Son scarsino, lo so, senza poteri mitocondriali non vado da nessuna parte…
    Le poche munizioni erano una seccatura, ma l’aspetto peggiore per me era il sistema di movimento legnoso, davvero irritante, che poi si è diffuso un po’ a tutti i survival horror, almeno a quelli che ho giocato o provato a giocare 😛
    Dei film ne ho visto un paio, non fatico a immaginare la reazione di un fan della prima ora a un prodotto così poco “canon”: credo che “videoclip” sia la definizione migliore anche se la musica non è preminente. ^ ^
    Come film d’azione, però, non erano atroci.
    Degli altri giochi che consigli, ho adorato Plant vs Zombies: il primo era uno spasso, anche i minigiochi erano divertenti. Una parodia del genere davvero ispirata 🙂 gli altri, non pervenuti (mi piacerebbe mettere i miei zamponi su Alone in the Dark…)

    PS: nell’articolo ricordi di volata il periodo del censurone e campagna denigratoria allegata (ricordo che dal lato Italia, per RE 2, si parlava male anche di “Silent Kill”, doveva essere uno spin off di Silent Hill XD). Ma quel trambusto ebbe l’effetto di diventare una pubblicità impagabile. Lieto fine, gli zombie virtuali hanno battuto quelli reali 😛

  4. Pingback: Tutti zombie appassionatamente (il gatto di mezzanotte) | AlterBlog

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