SIRI: A Love Story. Happy Valentine’s Day!!!

Eccoci nuovamente, dopo un mese di stop, al nuovo “Trash…ort of the Month“.

Ho atteso S.Valentino proprio perchè è un’ottima ricorrenza per un cortometraggio coi fiocchi.

E’ normale che, con la diffusione della tecnologia sempre più presente nelle nostre vite, anche il giorno di S.Valentino possa prendere una piega inaspettata.

SIRI: A Love Story” è il cortometraggio più trash che possa incarnare la mente geniale di un giovane filmmaker: Vincent Chan, regista ed attore del corto.

Sul suo profilo Google Plus, nella zona delle informazioni, possiamo trovare il suo motto primario: “Hey! I’m Vincent Chan and I create videos to make people smile” e in effetti ci riesce molto bene.

Il suo cortometraggio riesce a funzionare per diverse accortezze, le quali, volute o casuali fanno di “SIRI: A Love Story” un perfetto (ma banale) esempio di giovane cinematografia.

  1. Fortuna o no?: la storia narra di un giovane ragazzo orientale che si vede recapitare (per sbaglio a quanto pare) il nuovo modello di IPhone6 Plus. Questa sua fortuna si trasformerà ben presto in una maledizione. Infatti lo smartphone è posseduto dall’anima omicida di “SIRI”, l’applicazione usata per il controllo vocale del telefono. Storia semplice che, come spesso accade nei cortometraggi, riesce a far funzionare i pochi minuti di visualizzazione.
  2. Richiami dal presente e dal passato: non è la prima volta che vediamo un giovane alle prese con SIRI. Nell’episodio della pluripremiata serie tv The Big Bang Theory, “The Beta Test Initiation“, vediamo uno dei protagonisti (Rajesh Koothrappali), innamorarsi virtualmente della voce di SIRI. Il termine “SIRI” in Norvegese significa “bella donna che ti porta alla vittoria”. Potrebbe sembrare irreale che una persona si possa innamorare di una voce registrata, ma il futuro ci riserverà forse (e sempre più spesso) cose simili. La robotica, con l’introduzione degli androidi, avrà sicuramente diverse gatte da pelare… Ma non divaghiamo. Tra gli altri richiami alla cinematografia posso citare il film “La casa con la scala nel buio” di Lamberto Bava: questo omaggio da parte del regista Vincent Chan, credo che sia strettamente casuale. Nel film di Bava, prima dei vari omicidi, vediamo un taglierino con inquadratura in soggettiva, aggirarsi per le varie locations in cerca della prossima vittima. Questo film, infatti, è uno dei primi esempi delle inquadrature in prima persona (molto prima dell’avvento della Go-Pro). La scena del cortometraggio in cui l’IPHONE6 sembra che stia stringendo un coltello per andare ad uccidere il protagonista, ricorda molto da vicino le scene del film di Bava. Non essendo però un film di grande distribuzione, mi sembra alquanto improbabile che il giovane filmmaker l’abbia fatto di proposito.
  3. Buon S.Valentino!: il cortometraggio è stato ideato proprio ad appositamente per S.Valentino. Infatti è stato caricato online appena 5 giorni fa riuscendo a superare le oltre 2.500 visualizzazioni. I molti commenti ad esso, fanno promettere bene per la fama di Vincent Chan che, però, non sembra che sia interessato a premi o ad iscrizioni a festival del cinema scrivendo tra le info del video “Hope this didn’t scare you! I actually had no intentions of making a horror film in the first place haha.”.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una moltitudine di film horror basati su S.Valentino. Vi lascio con una breve lista di horror per chi, come me, volesse passare il giorno degli innamorati davanti ad una tv:

  • San Valentino di Sangue 3D (2009): uno dei più brutti horror della storia. Disastroso remake del film “Il Giorno di San Valentino” cult movie del 1981.
  • Valentine: Appuntamento Con La Morte (2001): un buon “Teen Horror Movie” sulla scia di “Scream” e “So Cosa Hai Fatto”. Seguendo lo stampino di Wes Craven, riesce ad essere un decente film da guardare con una bel secchio di pop-corn
  • Lasciami Entrare (2009): se volete una storia d’amore molto fuori dalle righe guardatevi questo capolavoro. Cercate la versione originale, quella Svedese del 2009 e non quella tragedia inguardabile del 2010 dal nome copia (Let Me In) che sembra una traduzione letterale fatta da Google Translate. Vampiri, sangue, amore. Altro che Twilight.

 

Se invece volete cercare di recuperare qualche MILF e divertirvi in altro modo, andate pure al cinema a vedervi “50 Sfumature Di Grigio”. 

Buon S.Valentino a tutti!!!

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