Thresher. Lucchetti E Combinazioni…

Per iniziare bene il mese di Febbraio, vi voglio presentare un cortometraggio che è arrivato tra i finalisti della “House Of Horror’s Halloween Competition“: il concorso per giovani filmmakers ideato da Guillermo Del Toro.

Come già vi avevo accennato nell’articolo dedicato al corto horror “Disconnected“, il nostro caro e amatissimo Guillermo Del Toro è tornato a far parlare di se per aver costruito, in collaborazione con la Legendary Pictures, la più grande location horror del pianeta. Ogni filmmakers può “noleggiare” la magione per girarci dei lungo o cortometraggi. Sto cercando da mesi il tariffario della Legendary Pictures per l’utilizzo della location ma, ahimè, non sono riuscito a trovare notizie a riguardo. Comunque… per il lancio ufficiale della “House Of Horror” il grande “Genio dell’Horror” (così è stato ridefinito Guillermo Del Toro in un articolo su Forbes), ha organizzato un concorso cinematografico aperto a chiunque si volesse cimentare nella creazione di un cortometraggio di genere horror. L’unico obbligo del contest era l’utilizzo della House Of Horror e la cessione dei propri diritti cinematografici alla Legendary Pictures. Il vincitore avrebbe vinto la produzione di una sua Web Series in collaborazione con la Legendary e la possibilità di pubblicizzare il nuovo film di Guillermo Del Toro, “Crimson Peak” in uscita sui grandi schermi italiani il prossimo 22 di Ottobre.

Thresher“, il corto che ho scelto oggi, è riuscito ad entrare tra i migliori cortometraggi del contest ed appare nella playlist “Best Of…The House Of Horror” del Canale della Legendary Pictures su YouTube.

Partiamo con la solita scaletta che riassume i motivi per cui, questo corto, risulta un “MUST” per gli amanti del genere horror:

  1. La Calma Prima Della Tempesta: il corto parte lentamente ma senza nessun tipo di preludio. Le immagini scorrono veloci per farci capire cosa sta succedendo, lasciandoci spaesati come in un trip. La Timeline si sviluppa casualmente, come se lo spettatore fossa intrappolato nella mente del protagonista. Questo è il sempre più usato metodo di partenza di ogni buon cortometraggio. Sarebbe un ottimo espediente da utilizzare per la maggior parte dei lungometraggi che invece, sempre più spesso, ci devastano le palle con preludi lunghissimi che culminano con pochi minuti di scene horror.
  2. Registi Si Nasce: la regia di questo corto è del grande Mike Dahlquist, conosciuto con lo pseudonimo di Mike Diva conosciuto sul “Tubo” con Web Series come “Turbo Time“, “Heroes & Villains” e per aver girato il cortometraggio “A Slenderman Story” per quelli della BlackBoxTV. E’ conosciuto anche per aver girato alcuni video della serie “Epic Rap Battle Of History” e per la regia del film horror di serie B “Unlucky Charms“, un vero e proprio inno alle TETTE delle 4 protagoniste della storia!!! Non certo un regista alle prime armi, soprattutto per aver girato tutti i titoli che vi ho citato in soli 2 anni: dal 2012 ad oggi è uno dei registi più produttivi della rete con oltre 50 titoli all’attivo. Non è quindi un caso che sia arrivato tra i finalisti del contest.
  3. Da Grandi Nomi Derivano Grandi Responsabilità: il grande Mike si è contornato di grandi nomi per la realizzazione del corto: partiamo dal protagonista Nick Gregorio famoso per aver prodotto la serie TV “Epic Game Time” e per aver prodotto e recitato nel grande film “Green“, una commedia del 2010 che ha ottenuto un ottimo 7,2/10 su IMDB ed aver vinto diversi premi della critica. Anche in questo cortometraggio, Nick Gregorio, ci regala una bellissima performance. Nella pellicola, precisamente alla fine, abbiamo un piccolo cammeo del grande Ruben Pla, uno dei più longevi attori della storia del cinema: lo ricorderete per “Insidious“, “Contracted“, “Chip Thrills” e per aver fatto parti più o meno grosse in serie TV come “Criminal Minds“, “Hanna Montana” “E.R.” e “Senza Traccia“.
  4. Questioni di Codici: uno dei punti più belli del cortometraggio è il momento in cui il protagonista si trova alle prese con il lucchetto a combinazione. La paranoia e la pazzia, identificata dal blocknotes con le combinazioni usate fino a quel momento, aggiornato in tempo reale, serve a dare quel pathos alla scena che sarebbe difficile da ricreare in altri modi. L’impossibilità della fuga è l’ossessione portante del cortometraggio, che pur cadendo in cliché cinematografici (come la scena della cantina con la casa delle bambole, la culla in legno antica e il faretto oscillante), rende claustrofobico ogni secondo che scorre. Il ticchettio dell’orologio sopra il camino, unico modo per scandire il tempo, si ferma quando il velo viene squarciato e i morti/demoni possono finalmente irrompere nel mondo reale. Anche i cosiddetti “mostrilli“, realizzati in computer grafica, non sono di intralcio e si integrano alla perfezione con lo svolgimento della trama.
  5. Esperimento?: il finale è la parte più bella del corto. La ciliegina sulla torta, il candito sulla cassata, il pane con la Nutella. Che tutto faccia parte di un esperimento sensoriale è favoloso. Che il protagonista non sia riuscito a svolgere un determinato compito (di cui non sappiamo nulla) è quel colpo di scena che sconvolge lo spettatore. Quello che non ti aspetti succede in pochi secondi.

Per oggi è tutto.

Appuntamento alla prossima recensione…

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2 pensieri su “Thresher. Lucchetti E Combinazioni…

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