The Babadook. Lo Psicological Horror Del Secolo.

Mi ero ripromesso di non fare MAI una recensione di un lungometraggio.

Ci sono troppe recensioni in giro di film hollywoodiani: qualcuna davvero ottima, altre che fanno cascare le cosiddette “palle”. C’è troppa concorrenza tra bloggers.

Ma questa volta, devo uscire dagli schemi, impugnare il coraggio e scrivere questa recensione.

Vi lascio qua sotto il trailer del film…

Purtroppo, come spesso accade nel nostro bel paese, non esistono ad oggi notizie di una possibile distribuzione italiana (e annessa traduzione). Calcolando che in Itaila solo il 20% dei film horror mondiali vengono rilasciati nelle nostre sale, siamo costretti a visionare gli inediti usando mezzi più o meno legali. Questo è il caso del film Australiano, produzione 2014, “THE BABADOOK”.

 

Attenzione, le righe che seguono, possono contenere spoiler. Chi volesse godersi il film, è pregato di leggere l’articolo a posteriori.

 

Questo film è il classico esempio di come è possibile vincere ogni tipo di premio, ancor prima di passare alla grande diffusione cinematografica: tra gli awards vinti possiamo trovare:

  • BloodGuts UK Horror Award – Best Actress. Best Screenplay
  • Golden Trailer – Best Foreign Horror
  • Gerardmer Film Festival – Audience Award. Special Jury Prize. International Critics Award.
  • Toronto After Dark Film Festival – Best Director. Best Actress. Scariest Film. Best Creature/Monster. Best Trailer.

La regista (perchè in questo caso parliamo proprio di una donna!!!), Jennifer Kent, è alla sua prima esperienza di direzione.

Al contrario, la protagonista Essie Davis, ha un esperienza ventennale davanti alla macchina da presa: da “Matrix Revolution” a “Il Regno Di Ga’Hoole”. Ma mai in tutti questi anni è riuscita a rendere così bene in un film. La sua interpretazione è da Oscar, così come quella di suo figlio (nel film), Noah Wiseman: al suo primo film ma sicuramente un giovane attore che farà parlare molto bene di se stesso.

Cast_Noah

Il giovane Noah Wiseman, interpreta Samuel, il bambino “difficile” del film.

 

La trama è classica: “una madre alle prese con i problemi di un bambino “difficile”, scopre uno strano libero della buonanotte, apparso casualmente in camera del figlio ed inizia a leggerlo dando il via ad una serie di eventi al limite del normale”.

Uno dei più comuni esempi di sceneggiatura, se non fosse che il film si orienta verso una componente insolita e rischiosa da affrontare: la pazzia.

I più grandi siti di cinema, definiscono infatti The Babadook come “psicological horror”. E’ dai primi anni del 2000 che, tranne qualche eccezione, siamo stati abituati ad una tipologia di film horror dallo spavento facile o colmi di scene crude e violente riproposte in maniera insensata per il solo e unico scopo di disgustare lo spettatore. Siamo quindi lontani sia dal trash anni ‘70/’80, sia dai “college movie” degli anni ’90. E’ come se il cinema si fosse fermato. Come se chiunque avesse terminato le idee. Siamo circondati da remake di film che, a mio parere, non ne avrebbero avuto bisogno: “IT”, “Poltergeist”, “Nightmare” e “Non Aprite Quella Porta” sono solo alcuni tra la miriade di titoloni che le grandi case cinematografiche stanno sfornando per tirare acqua al proprio mulino. E’ una continua sagra del cattivo gusto che rischia di rovinare anche la bellezza dei film originali.

Ma non fraintendetemi; in questi anni ci sono stati degli ottimi prodotti come “The Conjuring”, “Insidious” o “Necropolis”. Roba che non è da buttare… anzi…

Ma con The Babadook, siamo un gradino avanti a tutto: a partire dalla scelta dei filtri sporchi, giallastri, verdognoli, neri, come se ci trovassimo dentro ad uno schizzo a china vomitato su una carta da quattro soldi. La musica, un susseguirsi psichedelico di tonalità malate, voci distorte, suoni ultraterreni. Le scene, altrenate tra veloci e lente, oniriche.

Tutte queste componenti, collegate da un filo invisibile, accrescono l’ansia dello spettatore, guidandolo in un tour all’interno della mente contorta della protagonista. Definire questo film come horror è decisamente restrittivo. Non ci sono mostri, possessioni demoniache o fantasmi.

E’ la nostra mente il reale mostro, è la nostra mente che crea e distrugge tutto quello che ci circonda ed è di lei (e quindi di noi stessi) che bisogna avere paura.

Il finale del film, ricorda molto “Shining”, altro film nel quale è la follia che ci fa avere visioni, le quali vengono usate come scusante per le nostre azioni. Qui è l’Overlook Hotel e l’isolamento da qualsivoglia forma di vita che lentamente fa impazzire il grande Jack Nickolson. In The Babadook è una trascurata forma di shock mai curata del tutto, repressa all’interno della protagonista, che culminerà in una furia omicida.

A completare il tutto ci sono le splendide performance recitative di Essie Davis, nella parte della madre e Noah Wiseman, nella parte del bambino “difficile”.

Ed ecco che entra in gioco L’Uomo Di Mezzanotte! Lo sapevate che The Babadook è tratto da un cortometraggio, girato dalla stessa regista diversi anni fa?

Ecco qua sotto il corto, dal nome “Monster” che merita davvero una visione molto attenta. Chiedo scusa in anticipo per i sottotitoli in Thailandese ma è l’unica versione che si trova in giro ad Alta Qualità:

Vi lascio con le schede riassuntive delle votazioni dei più grandi siti di recensioni al mondo:

  • IMDb: 6,9/10
  • MYmovies.it: 4/5
  • Rotten Tomatoes: 96%
  • Metacritic: 89%

Per quanto mi riguarda un bel 9/10 non glielo toglie nessuno.

Una strofa della filastrocca del film

Una strofa della filastrocca del film

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7 pensieri su “The Babadook. Lo Psicological Horror Del Secolo.

  1. questo film l’ho visto..scelto un po’ per caso e spinta da alcune recensioni positive.
    Mi è, infatti, piaciuto! ed è proprio il genere di horror che più preferisco..quello non diretto, ma che si insinua e quindi spaventa davvero.

    • Questo è l’unico lungometraggio che ho davvero adorato recensire. Cercando in lungo e largo ci sono migliaia di blog che trattano recensioni (fatte più o meno male) di lungometraggi. In questo articolo spero di essermi un po’ differenziato dagli altri per vari fattori: il primo è che ho preferito scrivere un post corto, senza tanti fronzoli e leccate di culo a cast, regista e altro. Il secondo motivo è che, essendo l’unico (e credo che così rimarrà) film che ho recensito abbia già fatto figura in partenza, sparso qua e là, mischiandosi a cortometraggi e altri articoli del genere. The Babadook è davvero un capolavoro e spero che tu l’abbia capito fino in fondo, scansionando ogni qualsivoglia idea nascosta di proposito dal regista.

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