Il Gatto Di Mezzanotte. Capitolo Uno: Silent Hill

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Questo è il primo di una serie di dodici articoli, scritti in collaborazione con Cronache Del Gatto Sul Fuoco, dedicati ad alcuni dei famosi titoli del genere horror, partendo da Silent Hill, dove curerò le curiosità più nascoste, le voci di corridoio, gli easter-eggs e molto altro, includendo alla fine dell’articolo un cortometraggio ad esso ispirato mentre Vodacce fornirà dei consigli per il gdr.

Nel 1999, dalle geniali menti del Team Silent, firmato Konami, nasce quello che, numerose riviste hanno chiamato “Il fenomeno videoludico più importante dai tempi di Super Mario Bros”: Silent Hill.

L’idea originale del Team Silent era quello di creare un Survival Horror capace di contrastare la gigantesca fama che Capcom, con il suo Resident Evil, aveva acquisito dal 1996.

Si vanno a creare, quindi due correnti horror in contrapposizione tra di loro:

  • La prima basata su un tema classico ma senza tempo: gli zombie
  • La seconda incentrata di più su un profilo psiologico, paranormale e disturbante: i fenomeni extrasensoriali e le maledizioni.

Mentre i vari protagonisti dei giochi di Resident Evil, combattono una guerra contro un virus che nel giro di poco tempo, avrebbe distrutto la Terra trasformandola in un pianeta governato dai “Non Morti”, quelli di Silent Hill lottano contro un qualcosa che non ha punti deboli ma soprattutto non ha punti di riferimento.

Il Team Silent si ispira alle descrizioni Lovecraftiane per la realizzazione dei mostri: il più delle volte sono creature deformi, aborti senza volto, infermiere sanguinarie o uomini con la testa a piramide. A differenza di Resident Evil, dunque, un prodotto sviluppato per un pubblico orientale, facilmente impressionabile dai temi delle maledizioni, dei fantasmi e delle strane creature delle antiche leggende giapponesi.

Trame più ragionate che comprendono evidenti morali, come in una favola di Esopo molto malata, con un’attenta corrispondenza tra causa ed effetto volta ad insegnarci che esiste sempre un metro di giustizia… anche se spesso è facilmente discutibile.

Silent Hill: The Book Of Memories.

Silent Hill: Book Of Memories.

Oltre alle trame dei vari giochi, Silent Hill costruisce le sue fondamenta sulle personalità dei protagonisti. Se giocando al titolo Capcom, impersoniamo sempre qualche membro appartenente a forze di elitè militari, in Silent Hill i protagonisti sono sempre persone comuni. Non hanno adddestramenti all’utilizzo di armi, non indossano giubbotti antiproiettili e, soprattutto, non sono preparati a quello che gli sta succedendo.

Personalmente è quello che più apprezzo da un titolo horror, di qualsiasi genere si tratti. Immaginate di guardare un classico della cinematografia horror come “L’Esorcista”, dove il demone Pazuzu, invece di possedere la piccola Linda Blair, possiede qualcuno della stazza di Dwayn “The Rock” Johnson. E’ come se Chuck Norris si trovasse di fronte Samara (o Sadako) di The Ring.

Spesso (proprio come nel cinema) è la scelta dei protagonisti a decretare il successo di un titolo. Non a caso Resident Evil, dal capitolo 5 in poi, ha visto mutare il suo genere, passando dal Survival Horror allo sparatutto in soggettiva. Silent Hill ha sempre mantenuto lo stesso gameplay, nostante abbia cambiato diversi team di lavoro (dato che il Team Silent si è sciolto dopo la pubblicazione del terzo capitolo del gioco). Come spesso accade, aumentando le capacità grafiche delle consolle e dei loro videogiochi, le trame si semplificano, lasciando spazio ad effetti visivi di maggiore impatto, a video girati in “realcapture” e a basse ri-giocabilità dei titoli.

Scena Tratta Dal Film Silent Hill Del 2006

Scena Tratta Dal Film Silent Hill Del 2006

Silent Hill ha ovviato anche a questo problema, inserendo in tutti i capitoli, easter eggs, curiosità e luoghi nascosti che rendono infinita l’esperienza di gioco, facendo di ogni Silent Hill un must per ogni patito del genere horror. Tra i più famosi mi vengono in mente i poster che omaggiano i film di Dario Argento ai quali solo un occhio critico e attento può fare caso o i disegni appesi all’interno della scuola elementare del primo capitolo, che illustrano creature che si mangiano bambini e simboli esoterici di ogni genere e culto.

Cinematograficamente parlando, invece, di Silent Hill sono stati fatti due riattamenti:

  • Silent Hill – Del 2006. Regia di Christophe Gans
  • Silent Hill Revelation 3D – Del 2012. Regia di Michael J. Bassett.

Il primo film si ispira alle vicende narrate nel primo videogioco di Silent Hill. Riscosse un grande successo sia nel mondo del cinema che tra i fan, dato che la trama, le ambientazioni e le creature sono le stesse che possiamo ritrovare nel gioco originale. Nel 2012, purtroppo, Silent Hill Revelation, è stato un gigante flop nei botteghini di tutto il mondo e a causa sua la Konami ha deciso di mettere la parola FINE ad altri probabili film. Il secondo film tratta le vicende del terzo capitolo del gioco, ma risulta carente di una continuità linguistica, con ambientazioni povere e scossoni molto “newschool“, basati solo sul suono, tralasciando la parte psicologica e malata che da sempre ha caratterizzato il videogioco.

Concludo con un cortometraggio inviato dal regista, un certo Nathan Quattrini, a Michael Basset (regista di Silent Hill Revelation), come ispirazione per la creazione di alcune nuove creature da inserire nel film. Non guardatelo con l’occhio critico di chi cerca una trama, perchè non ci sarà. Sono scene inquietanti basati soprattutto sul ruolo giocato dai movimenti delle creature che, personalmente, ho trovato davvero geniali.

Continua su: Cronache Del Gatto Sul Fuoco: Silent Hill

Appuntamento al mese prossimo, per un nuovo speciale dedicato al videogioco “Dead Space“.

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11 pensieri su “Il Gatto Di Mezzanotte. Capitolo Uno: Silent Hill

  1. Pingback: Silent Hill | Cronache del gatto sul fuoco

  2. Silent Hill! Io e Shiki siamo troppo legati al nome di queste serie. Probabilmente una delle migliori saghe horror di sempre. Un gioco capace di spaventarti dalle atmosfere e dai rumori, ma soprattutto capace di indagare nel profondo dell’animo umano. Ottimo articolo!

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