Halloween Special 2014. “Lights Out” Con Le Luci Accese

Eccoci al tanto agognato post di Halloween 2014.

Il mio primo Halloween che passo con voi!

Questo articolo ha bisogno di un preludio: quando iniziai a pubblicare i primi post, molti dei miei amici mi chiesero di recensire il pluripremiato cortometraggio horror “Lights Out“. C’è anche da dire che quasi 5 mesi fa quel corto era appena entrato nell’ideale di prototipo del “cortometraggio per eccellenza“, il classico film casalingo che tutti avrebbero sognato di poter realizzare e infatti nell’ideale collettivo, Lights Out, rappresenta tutt’ora un obbiettivo al quale tutti mirano. Un regista sconosciuto. Un’attrice sconosciuta e diversa dall’ideale “hollywoodiano” di donna a cui siamo abituati; in carne, molto formosa, la classica casalinga per eccellenza. Quella donna comune nella quale ci identifichiamo. Il cortometraggio ha avuto fin da subito un ottimo impatto sul pubblico mondiale tanto che ha vinto il Best Director Award al “Who’s There Film Challenge“, uno dei più importanti festival al mondo per gli appassionati dell’horror, creato da quei geni della Bloody Cut (avevo già scritto di loro parlando del cortometraggio “Don’t Move“).

In conclusione… Lights Out è il cortometraggio di cui, i blogger di tutto il mondo, almeno una volta, hanno parlato.

Nessuno, però, ne ha mai fatto una critica. Una critica costruttiva, badate bene, ma pur sempre una critica.

Ecco quindi come ha preso forma il mio post speciale di Halloween.

Cominciamo con la visione del video in esame:

Almeno il 60% di voi, miei cari lettori, avrà già visto il video quando uscì. Bella regia. Bell’idea. Un bello spavento!!! Ma vi siete mai soffermati ad analizzare il video per quello che è davvero e non per quello che, in pochissimi minuti, vi fa vedere? Mettiamola così: questo video è SOPRAVVALUTATO!

For DummiesHo sempre considerato Lights Out come un prontuario della serie “For Dummies” per creare un cortometraggio horror. E’ come se il regista, David Sandberg, volesse girare una specie di videotutorial per ogni nuovo filmmaker che vuole provare a cimentarsi nella realizzazione del suo primo lavoro con la telecamera. Lights Out è un cortometraggio furbo: ha tutte le regole chiave per far sì che funzioni. Senza tante pretese nè tante infiocchettature. Ha quello che basta per fare di esso un “How To Do…” con una presentazione perfetta… ma…. analizziamolo insieme:

  1. Accendere e Spegnere Le Luci: con questa semplice azione comincia tutta la nostra storia. “La protagonista, appena prima di andare a letto, spegne la luci della casa, ma con la coda dell’occhio vede una sagoma nera ferma immobile in fondo al corridoio“. La presentazione è ottima e a mio parere questa è la parte del cortometraggio che fa davvero paura. Forse l’unica. E’ quella parte che fa salire il climax alle stelle. Ogni volta che l’attrice accende e spegne la luce facendo scomparire e apparire la sagoma nera è davvero terrorizzante. I secondi scorrono veloci accrescendo la tua ansia. La sagoma è immobile. La osserva. Calma. In attesa. Il tutto culmina con la scena in cui, l’ultima volta che la luce viene spenta, “l’ombra” appare a pochi centimetri dall’attrice. 34 secondi puro terrore. Ma il cortometraggio, purtroppo, non termina qui. Il regista ci insegna, con la professionalità di un maestro d’orchesta, come far cominciare un horror degno del nome che porta. Ma da ora in poi…
  2. …Si Cade Nei Clichè: la donna, con l’ausilio di un nastro isolante, blocca la luce del corridoio accesa. Perchè? Immaginate… Siete soli in casa (uomini o donne non importa. Chiunque si comporterebbe nello stesso modo. Fidatevi!). Vi è appena successa una cosa analoga a quella descritta nel punto “1”. Cosa fate? E’ come un quiz a premi nel quale, bloccare l’interruttore con dello scotch, è la busta a sorpresa che abbiamo scelto al posto dei 500 mila euro in palio. Nessuno, con un minimo d’intelligenza o soltanto guidato dell’istinto di sopravvivenza, userebbe quella come soluzione finale. Chiunque, scapperebbe a gambe levate. “Ma senza quella soluzione il cortometraggio non avrebbe avuto luogo!“. Certo, miei cari geni del crimine!!! Il cortometraggio doveva terminare 5 secondi fa. Non ho mai, e sottolineo mai, dato troppo peso ai clichè… anzi… spesso servono come sotterfugio per far funzionare un cortometraggio horror o un lungometraggio horror. Ma non in Lights Out! Non in un corto nato ad arte come questo che viene sciupato con una facilità estrema. Ma, non contenti di questa idea, vanno avanti…
  3. …Spedendo La Protagonista Sotto Le Coperte: qui è la sagra dei controsensi. Ci troviamo in un cortometraggio fantasy o cosa? Avete appena avuto un’esperienza paranormale, culminata con l’apparizione di un fantasma di una donna a pochi centimetri dalla vostra faccia e andate a dormire? Non è possibile! Quelle sono cose che traumatizzerebbero anche Zak Bagans sotto effetto di acidi in un coffeeshop di Amsterdam. Ah… cosa dite? Il corto deve durare 2 minuti e 30? Ah ok… Ecco la spiegazione!
  4. Impugniamo Le Armi!!!: Al minuto 1:16 la protagonista, che nel frattempo si è svegliata a causa dei rumori di cigolii della porta di camera, vede la luce del corridoio spegnersi da sola. Con una scena degna dei peggiori Bar di Caracas, la protagonista si nasconde sotto le coperte. Questa scena l’ho vista innumerevoli volte nei film horror, ma la persona che si nascondeva sotto le coperte era sempre un bambino o una bambina di un’età compresa tra i 3 e gli 8 anni. Quante volte, da piccolo, ho creduto che le coperte fossero un misto tra un fucile protonico e un bunker anti fantasma!!! Mi nascondevo là sotto. Era il mio “Safe Site”. Che bei ricordi… Avevo circa 5 anni!!! La reazione umana razionale nel caso ci trovassimo in una situazione similare a quella del cortometraggio sarebbe quella di saltare giù dal letto, aprire la finestra di camera per controllare se l’altezza permette una fuga veloce ed improvvisa e, in caso di esito negativo, impugnare qualsiasi cosa che possa funzionare da arma d’emergenza. Ma vi prego, fatemi finire con la scena più brutta di tutto il cortometraggio caratterizzata da…
  5. …L’Uso Improprio Di After Effect: Quando tutto sembra che si sia fermato, che non possa peggiorare più di così, arriva la scena finale. La stessa donna/fantasma/sagoma nera/mostro dell’inizio appare in tutto il suo splendore illuminata dalla abat jour accanto al letto. Ecco l’immagine che secondo me rovina in toto il cortometraggio. Non ho bisogno di descrivere altro…

LightsOut

Lights Out è un cortometraggio che viene inserito in un contesto che si può definire “Vedo Non Vedo”. Inscena una comune paura, come può essere quella del buio che, secondo gli studi, affligge il 45% degli individui in tutto il mondo. Una paura razionale da quando esiste la Luce. Luce intesa come speranza, come vita, come Dio. La sua controparte è sempre stata raffigurata come un Diavolo, come l’inconscio, come il mistero. Sentire il bisogno di introdurre nel finale del corto una specie di “spiegone”, fa crollare la struttura come un castello di carte. Quello che ci faceva paura, adesso ha un volto. Un volto ridicolo, atto allo spavento facile come quelli che infestano gli ultimi film horror hollywoodiani. Quella che poteva essere davvero l’idea del secolo per girare un cortometraggio, muore nel finale, rendendo futile ogni sforzo fatto fino a quel momento.

Per Halloween 2014 è tutto.

Vi auguro una notte piena di magia e di tradizioni pagane… stando sempre attenti a chi si cela nel buio…

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