Upstairs. Dannate Scale…

Salve miei seguaci. Come avete passato il vostro weekend?

Iniziamo la settimana con un cortometraggio interessante, molto più classico rispetto a The Devil’s Day, il corto che vi ho presentato venerdì!

Un cortometraggio di appena 2 minuti e una manciata di secondi. Due attori sconosciuti e molto giovani. Un regista agli inizi della sua carriera.

Stiamo parlando di Harrison J.Bahe, conosciuto su Youtube col nickname di NavajoJoeFilms, un giovane regista che ha iniziato a far parlare di lui grazie ad un cortometraggio “scandalo” (che non credo recensirò mai), che tratta il suicidio di un giovane ragazzo, analizzando il gesto in modo psicologico. I suoi vecchi lavori, però, hanno sempre ottenuto pochissimi successi: Upstairs è il primo della serie, seguito da un altro corto horror dal nome “The Return” che, nonostante abbia vinto anche qualche awards, non è servito come rampa di lancio per il regista.

Upstairs, comunque, fa parte di quei video che hanno ricevuto più di 10 mila visualizzazioni (13.757 al momento).

La trama è semplice: si ispira, anche se in modo trasversale, alle Two Sentence Horror Stories, delle quali ho parlato nello Special Post “Creepypasta: Seconda Parte“.

Il regista scrive sul suo corto:

Two brothers have a normal day of gaming until one of them ventures on upstairs…. and doesn’t return.

Semplice, conciso e funzionale.

Le scene si susseguono lentamente, ed è proprio questa lentezza che caratterizza il cortometraggio: in una situazione quotidiana di tranquillità, il nostro ritmo vitale è lento. Non c’è bisogno di allarmismi, ansie o corse contro il tempo. Quindi sta anche alla bravura dei due giovani attori Bogdan Korishev e Eric McGuire, a far si che tutto il corto simuli una scena di vita quotidiana senza creare quella suspance che, in questo caso, sarebbe stata irreale e fastidiosa.

Anche qualche scena, dal lato della fotografia, funziona molto bene: quando il fratello maggiore sale le scale e la telecamera è inclinata lateralmente creando un gioco prospettico sbagliato, è la scena che mi è piaciuta di più. In qualche modo mi ha ricordato qualche scena dei primi grandi successi cinematografici di Dario Argento. Qualcosa alla “Suspiria” o alla “Profondo Rosso”, con quelle riprese distorte che gridano al “Mind Fuck!!!” immediato.

L’unica cosa che non mi è piaciuta e che avrei realizzato in maniera differente è il “morphing” della faccia del fratello minore alla fine del corto. Purtroppo quell’effetto è uno dei più semplici da creare con “After Effect” (un ottimo programma di montaggio video e effetti speciali “fai da te” prodotto da Adobe), e la rete è stracolma di video simili.

Vi saluto dandovi appuntamento a mercoledì sera, con la seconda parte del racconto horror di Arianna Colomba: Il Diario.

Per chi si fosse perso la prima parte può sempre leggerla qui: Il Diario. Capitolo 1.

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