The Devil’s Day. Un Giovane Lars Von Trier?

Oggi delizierò il vostro fine palato con un ottimo cortometraggio che, personalmente, ho trovato molto malato.

Il film di basa sul clichè degli “Home Invasions“, trama già molto usata da centinaia di film a partire da “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick fino ad arrivare agli ultimi “Them” o “The Purge“.

Quello che colpisce e che differisce questo cortometraggio dagli altri è la presenza di scene malate fine a sè stesse, messe lì senza un fine preciso se non quello di disturbare l’occhio attento dello spettatore. Scene come quelle della cena, hanno un impatto geniale che permea nel profondo di chiunque guarda. E’ un cortometraggio elaborato, senza spaventi facili, senza scossoni. E’ il contrario, insomma, di quello che va di moda adesso.

Ho già recensito diversi esempi di Home Invasions in questi mesi addietro: il geniale Flicker di Peter Haynes, e The Intruders del giovane Adam Howe. Ma entrambi i film sono sono prodotti per spaventare, anche se ognuno in un modo diverso dall’altro. Nel caso di The Devil’s Day, il regista non vuole spaventare, vuole turbare, vuole dar noia a chi guarda. E’ quel corto che ti entra nella testa e la lascia con difficoltà.

Si parte dalla scelta azzeccata nell’utilizzare le stesse maschere del film “The Strangers“. Dei semplici sacchi di juta molto simili a quelli usati dallo Spaventapasseri del primo film di Batman di Nolan.

Scena tratta dal film “The Strangers”

 

Lo Spaventapasseri tratto del film “Batman Begins” di Christopher Nolan.

Si continua con scene oniriche, molto metafisiche. Personalmente ci ho visto la metafisica cinematografica usata da Lars Von Trier, regista di capolavori d’essai come “Dogma 95” e “Antichrist“. Nei suoi film la scelta delle fotografie, della scenografia e della sceneggiatura, sono create per “fare male” agli occhi dello spettatore ma, soprattutto, del critico cinematografico. Scelte discutibili per la crudità e la violenza delle scene, ma indiscutibili per l’impatto visivo ragionato e pensato. Il regista del cortometraggio in esame, tale Joe Jackson (di cui purtroppo non sono riuscito a trovare notizie), prende spunti dal regista visionario Trier e li modifica a sua piacimento, per far si che tutto torni a suo favore.

Per quanto riguarda il finale, cari amici dell’Uomo di Mezzanotte, l’ho trovato un po’ deludente: rapire un neonato per farlo diventare un futuro adepto della setta, è un po’ banale.

E’ come se il regista, cavalcando l’onda del cinema di controtendenza, abbia messo insieme scene casuali in fila, scordando un finale degno di tale nome.

Resta comunque molto inquietante la scena del pranzo a base di interiora umane, tutto coronato da una preghiera che riporta la mente alle cene rituali di Aleister Crowley, il padre del satanismo.

Anche questo cortometraggio, pubblicato a Dicembre del 2011, ha ricevuto appena 600 visualizzazioni su YouTube, un segno che, purtroppo, i giovani appassionati dell’horror, preferiscono il deludente fillm “Annabelle” a capolavori stilistici dallo spavento difficile e dalla difficile comprensione. Inutile paragonare il lavoro di un giovane filmmaker alle Cinema Agency che governano il mondo. Ma i dati parlano chiaro: al botteghino “Annabelle” ha incassato, nel primo weekend, più del doppio rispetto a grandi titoli come “La Madre” di Del Toro o come, andando molto indietro nel tempo, “In Dreams” di Neil Jordan. Non vuole essere una critica verso chi adora la New Horror Generation, solo che, per chi ha vissuto gli anni ’90 come me, mi sembra che le trame dei nuovi horror movie siano lontane anni luce da un “Seven“, un “The Gift” o un “Poltergeist“.

Per accontentare tutti, ricordo che il 31 Ottobre, recensirò anche il pluripremiato, pluriconosciuto, pluriguardato cortometraggio “Lights Out” di David Sandberg.

Come ultima preview, vi accenno che tra poco potrete trovare una nuova voce nel menù del blog: INTERVISTE

Buon Weekend.

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4 pensieri su “The Devil’s Day. Un Giovane Lars Von Trier?

  1. Visto! E, come hai scritto nel tuo post, questo corto in effetti disturba. Anche la colonna sonora fa il suo bel lavoro. Verso il finale, poi, il regista mostra anche quanto vivessero vicino a una strada molto frequentata dagli “altri”. Sbaglio, o questo corto dovrebbe avvicinarsi a film tipo “Le colline hanno gli occhi” oppure “Wrong Turn” – film che io ho apprezzato, almeno i primi.
    Buon sabato.

  2. Pingback: Upstairs. Dannate Scale… | L'Uomo Di Mezzanotte

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