The Doll. Annabelle Regna Anche In Nepal

Con grande ed immensa sorpresa, stamattina, ho trovato questo cortometraggio (di appena 4 minuti scarsi), mentre cercavo il trailer del film di Annabelle.

A quanto pare, l’estate, è un periodo molto proficuo per i giovani Filmmaker in cerca di fama e visualizzazioni…

Fin da subito mi hanno incuriosito le poche visualizzazioni che ha ottenuto questo corto: pubblicato il 10 di Luglio di quest’anno, ha ricevuto appena 2.500 visualizzazioni con appena 30 Like (e 3 Dislike) su Youtube. Appare evidente come qualsiasi film, che sia un cortometraggio o un lungometraggio, debba avere un’ottimo pubblicitario che stia dietro alla diffusione, su più canali, del prodotto. In mancanza di questo, purtroppo, lo sforzo potrebbe non valere la candela. Eppure ci troviamo davanti ad un cortometraggio realizzato con appena 100 Sterline, ma curato più di molti altri suoi simili. Abbiamo in questo caso, la scelta accurata di ogni particolare che fa, di un film amatoriale, una possibile scommessa per il futuro cinematografico.

The Doll“, prende spunto dalla storia di Annabelle, la bambola maledetta che arriverà nei cinema di tutta Italia il 2 Ottobre.

Per sapere di più sulla sua storia vi invito a leggere il post pubblicato da MappeDiPaurahttp://mappedipaura.wordpress.com/2014/09/20/annabelle-la-bambola-del-demonio/

Infatti nel cortometraggio vediamo il protagonista che trova in una scatola una bambola molto simile alle Raggedy Doll, nota marca di bambole di pezza in voga negli anni ’60.

Il giovane protagonista si risveglia all’interno di una casa, a lui sconosciuta, che si rivelerà molto presto il suo incubo peggiore.

Le cose che funzionano in questo cortometraggio sono molte:

  • La scelta delle luci: le luci usate sono tutte modificate con un filtro blu (e in questi mesi avrete capito quanto adoro quel tipo di filtro). Ogni film che usa una luce simile mi riporta alla scena finale del film di Silent Hill del 2006, ed è l’espediente migliore per dare l’idea di un posto onirico, fuori dal tempo e dallo spazio, al di là del velo del mondo dei vivi.
  • La scelta dei suoni: ogni scena horror che vediamo nel corto è accompagnata da alcuni suoni striduli e disturbanti che aumentano il pathos del momento. Anche questa piccola accortezza mi ricorda il videogioco SlenderMan: The Eight Pages del quale ho scritto qui. Questa cosa conferma ancora una volta, quanto i videogiochi e i film horror vadano di pari passo. Il bello di questa scelta sonora è anche che, oltre a questi suoni “ambientali” non ci sono altri rumori. Niente rumore di passi. Niente rumori tipici di una casa vecchia. Niente cigolii…
  • La scelta degli attori: come quasi sempre succede, i giovani Filmmaker, usano come attori amici, conoscenti o nuove promesse del cinema trovate casualmente durante qualche casting. Jim Gurung, il protagonista maschile del video, stupisce con la sua espressività e la sua presenza scenica. In un corto di 3 minuti è quello che deve funzionare di più e in un film “muto” come questo è ancora più difficile. Anche l’attrice protagonista Sirjana Gurung (probabilmente la vera sorella del protagonista), è molto adatta per la parte. I movimenti e le espressioni terrorizzano più di Samara (o Sadako, per i fan della serie originale), di “The Ring”.
  • Il trucco: Sirjana Gurung, nella vita reale, è una bellissima ragazza nepalese. Riuscire con poche mani di trucco a renderla terrorizzante è una cosa degna di un team di Make Up Artist professionisti. Come sempre, voglio precisare che è proprio questa scelta stilistica a rendere reale la storia. Non c’è alcun bisogno di ricorrere all’utilizzo degli effetti speciali per spaventare e la serie Tv “The Walking Dead” ne è la prova vivente.

Il regista del corto, Veemsen Lama, è un giovane Filmmaker nepalese famoso per altri cortometraggi quali “The Message” e “Rupees 500“.

Per concludere, “The Doll” è un cortometraggio che vuole spaventare e sa come farlo. E’ il classico corto che, pur avendo una trama banale, vista in tantissimi altri film horror, stupisce per la sua intensità scenica, con un climax in costante crescendo. Come già scrissi a suo tempo, recensendo il cortometraggio “A Function“, gli orientali lo fanno meglio. Hanno qualcosa che manca agli occidentali. Che sia per la loro cultura, continuamente circondata da mostri o fantasmi leggendari, risalenti a migliaia di anni fa o che sia per il fascino misterioso e mistico che caratterizza il mondo orientale, voglio dire “Still Nepaleses Do It Better“.

Buon Weekend.

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