Creepypasta: Seconda Parte

Questo post segue quello che ho scritto il 27 Giugno: Creepypasta: Prima Parte

Questa volta però voglio soffermarmi sull’aspetto specifico dei più comuni Creepypasta, analizzando cos’è che li rende davvero credibili e spaventosi.

Cito testualmente dal sito Creepypasta Italia Wiki:

La prima cosa a cui bisogna pensare per mettere in pratica questo tipo di narrativa è di pensare ad una situazione/trama che possa far immedesimare facilmente il lettore, quindi cercare di ricreare un’atmosfera apparentemente quotidiana e tranquilla.

Prendiamo dunque i vari punti da analizzare per rendere credibile una situazione quotidiana:

  • Il Soggetto: di solito si prendono persone normali, possibilmente che non abbiano possibilità di difendersi o che, in qualche modo, possano avere difficoltà a fuggire di fronte al terrore. Nella maggior parte dei racconti troveremo infatti bambini, ragazzi in giovane età, persone anziane. L’esempio lampante è quello proposto dal Creepy dello SlenderMan, che rapisce bambini. Il bambino non ha nessuna possibilità di scappare e, nel caso ci sia qualche adulto nei dintorni, viene schiacciato dalla superiorità del “mostro” in questione.
  • La Situazione: questo è il punto focale di ogni Creepypasta che si rispetti. La situazione deve essere comune e semplice nella sua quotidianità. I Creepypasta che funzionano maggiormente sono infatti quelli basati sui Videogiochi, sugli Oggetti Maledetti o quelli basati sulle paure insite nell’animo umano. Prendiamo ad esempio la Paura Del Buio: è dimostrato che il 99% della popolazione ha avuto, almeno una volta nella vita, paura del buio. Quindi un ottimo inizio per un Creepypasta potrebbe essere “… e mentre si avvicinava al rumore che aveva appena sentito provenire dalla camera, un tuono esplose nell’aria, facendo scattare il quadro generale della luce…“. Tra il lettore e il protagonista del racconto, si instaura quella specie di simbiosi empatica, che raffredda l’aria creando un clima di terrore emotivo interno.

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  • La Soluzione: per quanto riguarda la soluzione alla situazione creata si possono usare due tipi di espedienti: o la soluzione è ingestibile oppure è irrisolvibile. Se scegliamo che il nostro protagonista deve trovarsi di fronte ad una soluzione che non ha possibilità di gestione emotiva, dobbiamo riuscire a motivarla. Prendiamo ad esempio il Creepypasta sullo SlenderMan (posso essere ripetitivo, ma so che è uno dei CP che tutti conoscono…): il questo caso la soluzione per riuscire a sopravvivere è quella di fuggire. Il protagonista è conscio di non poter fare niente che possa portarlo in salvo. Ma useremo l’espediente della fuga fine a se stessa, come scopo ultimo di aumentare la suspance nel lettore. Dall’altra parte abbiamo il lettore stesso che è consapevole che correre non servirà a niente e che, probabilmente, il protagonista morirà nel tentativo di farlo. Se scegliamo invece che il nostro protagonista deve trovarsi di fronte ad una soluzione irrisolvibile possiamo usare l’espediente del test: prendiamo adesso qualcosa di più conosciuto come il film “Saw, L’Enigmista“. Quello potrebbe essere una geniale pensata per un Creepypasta. Qualcuno ci ha rapito e per riuscire a sopravvivere  dobbiamo risolvere dei test, dei quiz, degli enigmi (che siamo matematici o meno non importa). Ma a differenza di Saw mettiamo il caso che lo psicopatico ha fatto in modo che non ci sia una soluzione per questo test a cui siamo sottoposti. L’assassino sa già che dobbiamo morire e, immobile davanti ad uno schermo, osserva in silenzio i nostri vari tentativi per sopravvivere. La tensione aumenta. Il Creepypasta sta funzionando.
  • Il Finale: questa parte è la più difficile per far si che il CP possa diventare virale o meno. Prendiamo in esame il CP famosissimo del Quadro Maledetto “The Hands Resist Him” (leggete il post che ha pubblicato l’utente CreepySoul sul suo Blog “Hai Paura Del Buio?“, che tratta proprio questo Creepypasta http://haipauradelbuiostoriedipaura.wordpress.com/2014/09/19/the-hands-resist-him-il-quadro-maledetto-di-ebay/): questo Cp è uno dei casi più famosi di viralità mondiale. in questo caso il protagonista è un quadro maledetto che porta morte e sventura a a chiunque lo possegga. Come finale è ottimo proprio perchè il lettore è conscio che potrebbe essere la prossima vittima dell’oggetto. L’uomo essendo un essere curioso, cercherà di documentarsi e magari cercherà anche di accaparrarsi il quadro in questione. La curiosità uccide l’uomo. Non c’è detto più vero e l’idea del quadro, o la bambola o la videocassetta (vi dice niente The Ring?), che potrebbe arrivare dal niente per tormentarci fa diventare virale un racconto che è spudoratamente finto. Sulla viralità di tornerò magari nella Terza Parte di questa rubrica.

Qualora si volesse scrivere un Creepypasta che funziona, potremmo comunque avvalerci di piccoli trucchetti, facilmente reperibili su Internet.

Uno dei siti migliori da cui prendere spunti è questo: http://9gag.com/gag/av0v95O/20-terrifying-two-sentence-horror-stories. I Two Sentence Horror Stories, sono delle microstorie horror che terrorizzano in solo 2 frasi. Qui lo scrittore fa leva sulle paure insite nel’inconscio umano. Alcune potrebbero sembrare scontate ma la maggior parte arrivano violente come un colpo di mannaia tra capo e collo. Queste piccole storie sono sempre esistite, tanto che lo scrittore Statunitense Fredric Brown, vissuto nella prima metà del ‘900 scrisse la più corta storia horror mai stata creata:

TheShortestHorrorStory

 

E’ una piccola storia ma è terrorizzante da farci venire la pelle d’oca. Una storia che lascia interrogativi, che fa breccia nelle nostre difese lasciandoci spiazzati e soli, come il protagonista del racconto. L’immedesimazione è totale. La storia funziona.

Tra gli altri spunti che possiamo prendere troviamo quelli che si rifanno alle campagne di Giochi Di Ruolo Horror. In questo caso voglio citare lo scrittore (e mio grande amico) Vodacce del Blog Cronache Del Gatto Sul Fuoco: proprio ieri ha postato un intervento basato sugli stereotipi dei giochi di ruolo horror qui: http://cronachedelgattosulfuoco.wordpress.com/2014/09/23/la-mia-vita-con-gli-zombie/. Leggendo fino in fondo troviamo una lista di idee, basate su un’avventura di un GDR chiamato “Sine Requie” che, prese anche singolarmente, possono essere degli ottimi spunti per scrivere un racconto Creepy.

Una cittadina deserta con rozze bambole di dimensione umana al posto dei cittadini, inclusi bambini e insegnanti a scuola, dentro la chiesa, al posto di guida delle auto, un postino, etc

Interessante quanto basta, per poter parlare a fondo di questa cittadina, del perchè sono tutte bambole, del perche è disabitata, dello scopo di questa cittadina…

Potremmo scrivere per ore, ricordandoci di mantenere sempre lo stereotipo tipico dei Creepypasta che è il fatto della breve durata!!!

Prima di concludere vi voglio anticipare alcuni dei miei prossimi lavori. Per prima cosa, da Novembre (mese più, mese meno), proprio con il blogger Vodacce, inizierà una collaborazione divisa in 12 post, che tratterà il mondo dei Giochi Horror, analizzando la parte ludica Cartacea (da Vodacce) e la parte di curiosità e approfondimenti (da Me) dei più grandi titoli horror mai usciti sul mercato (e vi ho detto anche troppo…). Per seconda cosa, il blogger Creepysoul mi ha chiesto un approfondimento sul Creepypasta “Nattramn, Mani di Porco“, che sarò felice di analizzare in modo più dettagliato.

Vi saluto dandovi appuntamento a venerdì e non dimenticate di sostenere il vostro Uomo di Mezzanotte anche su Facebook alla pagina: https://www.facebook.com/luomodimezzanotte

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2 pensieri su “Creepypasta: Seconda Parte

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