L3.0. Il Lato Oscuro Di Wall-E

Prima di iniziare la settimana devo spendere due piccole parole di ringraziamento.

Il mio primo grazie va a tutti voi che mi state seguendo, dato che finalmente, sono riuscito a superare la quota di 1000 visualizzazioni totali. Per un blog aperto da soli 3 mesi, lo considero un grande traguardo.

Il mio secondo grazie va a Adam Howe, il giovane irlandese di cui ho curato, venerdì scorso, la recensione del suo primo cortometraggio. Oltre ai suoi ringraziamenti, il tam tam interattivo a fatto si che una grande parte dell’Irlanda venisse a leggere la mia recensione. L’obbiettivo di questo mio blog è proprio quello di far conoscere le mie idee in giro per il mondo. Un altro ottimo traguardo, dunque, per l’Uomo di Mezzanotte.

Ma non perdiamo altro tempo. Passiamo ad un’altra perla cinematografica, consigliatami dallo scrittore del blog http://cronachedelgattosulfuoco.wordpress.com/ .

Il video è stato caricato il 17 di Settembre dagli studenti della ISART Digital, una scuola francese che si occupa dell’insegnamento della 3D Animation e degli Effetti Speciali Digitali.

Riproporre un cortometraggio animato mi riporta indietro alla mia prima esperienza “bloggistica” di “MEMORIA“, che vi consiglio di andare a visionare, qualora non l’abbiate ancora fatto.

In questo caso, però, l’animazione è totalmente diversa: ci troviamo di fronte un prodotto finito, pulito e curato nei minimi dettagli, come se fosse appena uscito dalla fabbrica dei sogni della Pixar. Sembra Wall-E ma non è… (emulando la sigla di Pollon). O meglio… E’ la versione malata di Wall-E!!! Consideratelo il lato oscuro del robottino pulitore. Ci troviamo davanti ad un “Even If…” dalla facile risposta. Cosa sarebbe successo a Wall-E, se ci fosse stato Eli Roth come regista? Sarebbe stato probabilmente L3.0, questo fantastico corto che andiamo ad analizzare.

Vi avevo già deliziato con il cortometraggio “ABE” di Rob McLellan, dove un robot cercava solamente l’amore; l’amore inteso a modo suo.

A quanto pare questa fissazione dei robot di emulare le emozioni umane, porta sempre verso una brutta strada…

L3.0 (che probabilmente si riferisce ad un gioco simbolistico/numerico per intendere LEO), è un piccolo robot solo, dolce e ingenuo. Questo almeno è quello che sembra. Dalle scene iniziali possiamo dedurre che la Terra sia totalmente disabitata, come se un’epidemia, un virus o una guerra avesse fatto scomparire l’intera popolazione umana e animale. Una Parigi vista dall’alto. Una Torre Eiffel senza turisti. Immagini che ricordano il film “Io Sono Leggenda”. Ma L3.0 è solo ed ha voglia di giocare. Ha bisogno di un amico. Per non rovinarvi il resto di questo piccolo gioiello della Digital Animation non vi voglio raccontare altro. Sappiate solo che L3.0 non è quel che sembra e che vi rivelerà un finale a sorpresa decisamente sconvolgente. Come vi ho già detto, la pellicola risulta completa, pulita da ogni sbavatura e da ogni piccola dimenticanza che spesso caratterizza un lavoro amatoriale. L’horror di questo corto è vero, con un finale malato quanto basta, che fa rimanere lo spettatore a bocca aperta. E’ questo l’horror che funziona!

Il regista del corto è un certo Alexis Decelle, brillante studente della ISART Digital di cui pubblicherò il suo Showreel (una specie di portfolio digitale dei suoi lavori) datato 2012.

Viglio spendere qualche piccola parola per colui che ha realizzato la colonna sonora del cortometraggio: Maxime Ferrieu.

La musica utilizzata è molto bella, e ricorda molto da vicino le composizioni di Michael Land, compositore musicale della Lucas Arts, che ha firmato pezzi di storia come il Main Theme di “Monkey Island”, “Day of The Tentacle” e “The Dig”. L’uso di sonorità molto vicine agli anni ’80 riportano indietro la memoria a quei grandi capolavori che la Lucas Arts ha creato. Quei videogiochi che hanno segnato l’infanzia di molti giovani NERD.

La ISART Digital, per quanto possiamo vedere, sforna geni della computer grafica. Probabili disegnatori che tra qualche anno potremmo leggere tra i titoli di coda di qualche film Disney, Pixar o Dreamworks. La ISART, inoltre, ha prodotto anche altri cortometraggi horror di impatto, dei quali potrò fare qualche recensione in seguito.

Vi saluto dandovi appuntamento a Mercoledì, con la seconda parte dello Special Post dedicato ai CreepyPasta; post che ho notato esservi piaciuto in modo particolare.

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10 pensieri su “L3.0. Il Lato Oscuro Di Wall-E

  1. Sto procedendo a ritroso nel tempo per leggere il vuoto che c’è stato in me.
    Quindi ho letto con curiosità e atgtenzione anche questo post sul corto di animazione e l’ho trovato interessante come il primo che ho avuto l’onore di leggere.

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