Ghost Hunting – Realtà e Finzione

Salve a tutti, miei seguaci!

Alla fine non ho portato il pc a riparare perchè sono caduto vittima di un virus influenzale.

Ebbene si, anche il vostro Uomo di Mezzanotte si ammala…

Passiamo allo Special Post di oggi, per il quale provo un enorme affetto, dato che mi coinvolge in prima persona.

Non tutti sanno che oltre a essere un blogger, faccio parte anche di un gruppo di Ghost Hunters toscano che si chiama T.P.R. Tuscany Paranormal Research.

Un gruppo che ha all’attivo diverse indagini, sia in abitazioni private che in ambienti storici di grande importanza.

Alla fine del post vi lascerò anche i contatti per mettervi in contatto con noi, qualora ne abbiate bisogno.

Quello di oggi non è un post di pubblicità verso il mio gruppo di ricerca, ma è una spiegazione di cosa è davvero il Ghost Hunting.

Siamo abituati a vedere in televisione (soprattutto in questo periodo), un’infinità di programmi che trattano l’argomento: da Cacciatori di Fantasmi (su DMax) a Presenze (il programma italiano, su Sky), fino ad arrivare a Mistero, il format più truffa del nuovo millennio. Questi programmi mostrano le (dis)avventure di vari gruppi di persone che, ad ogni episodio, trovano alcune prove dell’esistenza della vita dopo la morte. Grazie a strumenti scientifici, come il Rilevatore di Campi Elettromagnetici o i registratori digitali di EVP (Ellectronic Voice Phenomena), riescono a immortalare richieste di aiuto, grida di demoni o pianti di bambini spettrali.

Ma è davvero questo il “lavoro” del Ghost Hunter?

In primis, nessuno dice che “quello che vediamo in tv” è soltanto la parte finale del lavoro. Il Ghost Hunting si divide in diverse fasi ben distinte, che si possono completare in un tempo che va dal mese ad oltre un anno:

  • Ricerca

Il lavoro di Ricerca è quello più interessante (per quanto mi riguarda). In questo caso cerchiamo, tramite varie fonti, notizie storiche, geografiche, artistiche e geologiche su un determinato luogo. Una volta trovato il posto d’interesse dobbiamo cercare eventuali leggende o eventi storici particolari che possano fare, di quel luogo, una zona “infestata”. Qui si cade nel primo errore comune a tutti. Con la parola “infestata” non intendiamo demoni o mostri ancestrali. Un infestazione può essere malevola (nella maggior parte dei casi) o malvagia. La parte frustrante di questa fase di ricerca è quando, il più delle volte, non si trovano fondamenta per stabilirci l’eventuale leggenda o altro. Se, invece, ci troviamo di fronte ad un posto particolare con diverse informazioni e documentazioni che possano far presumere un’eventuale infestazione, possiamo passare alla fase numero 2.

  • Contatti

Questa è la parte più noiosa tra tutte. Chi di dovere, si mette in contatto con gli enti che hanno in gestione o che sono responsabili della struttura in esame. Il più delle volte, sono proprietà comunali. Altre volte sono proprietà private. Altre ancora sono del Demanio dello Stato. Se il posto dovesse essere di proprietà statale, scartatelo a priori. Nessuno vi degnerà mai di una risposta. Se no, allora dovete cercare di avere un primo approccio via email con l’eventuale assessore o sindaco del comune proprietario del posto. Una volta ricevuta una risposta, è buon uso organizzare un incontro preliminare per descrivere, faccia a faccia, di cosa si tratta il lavoro, le richieste etc… Una volta ricevuto l’ok da parte dell’ente stesso (assicuratevi di avere fogli firmati e timbrati prima di effettuare l’indagine!!!), possiamo passare alla fase numero 3. Non vi scoraggiate se, al 98% delle volte, il comune o l’associazione che avete contattato non vi dovesse rispondere. Passare altrove e magari sollecitate la richiesta qualche mese dopo. Fortunatamente l’Italia è piena di luoghi storici ricchi di mistero e di leggende.

  • Sopralluogo

Questa fase è quella più veloce ma più entusiasmante. Armatevi di macchine fotografiche, telecamere e sistemi di misurazione (possibilmente un metro laser, non molto economico ma efficace). Chiedete se al Catasto o negli archivi storici ci fosse una copia consultabile della planimetria del luogo. Controllate che ci siano eventuali prese di corrente utilizzabili (lavorare con le batterie è molto più vincolante). Portatevi un K2 (misuratore di campi elettromagnetici), per verificare eventuali presenze di malfunzionamenti elettrici o impianti non a norma che potrebbero falsificare la vostra futura indagine. Misurate le lunghezze delle stanze per stendere eventuali cavi per piazzare telecamere ad infrarossi per la videosorveglianza al buio. Una volta fatto tutto questo, pianificate la data per la vostra indagine.

  • Indagine

Eccoci finalmente a quello che vedete in televisione. Quindi, gente con telecamere ad infrarossi, telecamere, registratori audio, termometri laser e molto altro che si aggiungerà alò vostro kit del giovane Ghost Hunter. L’indagine dura una media di 4-5 ore, fino ad arrivare anche a “botte” di 9-10 ore. Una volta terminato, portate a casa tutto quello che avete registrato, dividetevi il lavoro tra i membri del gruppo e buona fortuna…

  • Analisi

Calcolate che se avete condotto un’indagine di 10 ore, avrete 10 ore a telecamera piazzata + altre 10 ore a registratore audio. Abbiamo una media quindi di 60/70 ore di registrazioni da analizzare con software specifici. Un lavoro interminabile che vi porterà via circa un mese della vostra vita. Nel 99% dei casi, non troverete assolutamente nulla!!!!!! Non credete quindi a Zak Bagans (protagonista di Cacciatori di Fantasmi), che trova sempre qualcosa! Che sia un rumore di zanzara nel quale lui e SOLO lui ci sente confessioni di assassini sanguinari o urla strazianti di torture medievali. La verità non è così! Troverete molti rumori di zanzare, molti altri di mosche, qualche squittio di un topo, rumori ambientali di travi di legno che scricchiolano. Ogni associazione di ricerca del paranormale che si rispetti, continua a lavorare per quel 1% che “potrebbe succedere”. Potrebbe. Ed è rarissimo!!! Anche a noi del TPR ci è successo qualche caso dubbio, ma anche in quel caso, non siamo mai andati ad urlare ai quattro venti che avevamo le prove dell’esistenza della vita dopo la morte. La vita del Ghost Hunter è fatta di delusioni. Il più delle volte ti riprometti di smettere, perchè non hai più fiducia in quello che fai. Perchè non hai più voglia di perdere tempo. Ma per ogni Ghost Hunter, la voglia di scoprire, di riuscire a raggiungere un obbiettivo è grande. Ed è proprio per questo che continua in una ricerca che, probabilmente, non porterà mai a dati certi o a esami provabili scientificamente. E’ pura e semplice curiosità.

Vi lascio i link per mettervi in contatto con il TPR.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/TuscanyParanormalResearch

Indirizzo Email: toscanaparanormale@gmail.com

 

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