Bloody Mary, Bloody Mary, Bloody Mary…

Due settimane fa, avevo postato il bellissimo cortometraggio di “La Llorona“, prodotto da quelle menti geniali della “Black Box Tv“.

Sempre all’interno di questa favolosa collezione possiamo trovare altri video basati sulle leggende urbane più famose del mondo.

In questo caso, vi propongo “Bloody Mary“:

Ok, la storia di Bloody Mary, a cui il video fa riferimento forse la conoscete tutti, ma ci sono diverse cose delle quali, probabilmente, non ne siete a conoscenza:

  1. La vera storia narra di una ragazza, Mary Stewart, che si ammalò di tifo alla giovane età di 14 anni. Il padre, un medico, sapeva che era ancora viva ma sapeva anche che avrebbe dovuto seppellirla velocemente prima che il virus si diffondesse in breve tempo all’interno di tutta la famiglia. La madre, sconvolta dal dolore, mise in giro la voce che la figlia era morta (anche se era solo in uno stato di coma profondo), ma legò i polsi della ragazza con uno spago collegato al campanello dell’ingresso così, se si fosse svegliata, avrebbe potuto attirare l’attenzione dei genitori. Il padre, per perseguire il suo malvagio piano, somministrò della morfina alla madre, in modo che non potesse sentire i disperati scampanellii di Mary. La mattina seguente, trovarono la campanella per terra: si precipitarono a disseppellire il cadavere, ma Mary era morta davvero stavolta, assiderata, con le mani coperte di sangue e le unghie attaccate al coperchio della bara che invano aveva cercato di sollevare.
  2. Ci sono moltissime versioni della leggenda. In alcuni casi cambia anche il nome della ragazza. Mary Worth o Hell Mary.
  3. La leggenda più antica risale ai primi anni del 1600 dove, evocando Bloody Mary pronunciando il suo nome tre volte davanti ad uno specchio, ti avrebbe rivelato i prossimi 7 anni futuri.
  4. Alcuni la mettono in collegamento con Maria I d’Inghilterra chiamata da tutti, appunto, Maria la Sanguinaria, per aver messo al rogo tutti i protestanti in onore della religione Cattolica che aveva appena riportato in Inghilterra.
  5. Esiste un cocktail chiamato “Bloody Mary”. Sisale agli anni ’60 ed è a base di Succo di pomodoro, Tabasco e Vodka. Il colore e la consistenza ricorda quello del sangue ed è stato, probabilmente, ideato dagli inglesi in onore di Maria la Sanguinaria.
  6. La storia di Bloody Mary, spesso viene ricollegata a quella di “Blue Baby” della quale potete trovare un ottimo articolo qui: http://mappedipaura.wordpress.com/2014/06/09/ce-qualcosa-nel-mio-specchio/

Per quanto riguarda invece il cortometraggio, ci sono diverse notizie interessanti:

  • Fa parte della collezione della “Black Box TV”, insieme ad altri video basati sulle Urban Legend.
  • Il regista, Michael Gallagher è il creatore di una Web Series chiamata Totally Sketch, una rubrica che unisce cortometraggi comici a cortometraggi un po’ più impegnati. Lo stesso regista è famoso per aver scritto la sceneggiatura del film “Smiley“, basato anch’esso su una leggenda metropolitana (personalmente, uno dei film horror più brutti degli ultimi 20 anni). Il corto Bloody Mary ha una storia lineare, molto semplice ma efficace. A differenza, Smiley, non segue una storyline buona e si perde nella ripetitività di un film senza fondamenta.
  • La protagonista del corto (la bionda), è Jana Winternitz. Jana è la protagonista del film Smiley, di cui vi ho parlato sopra.
  • Le altre attrici, Nikki Limo e Bree Essrig, sono anch’esse le coprotagoniste del film Smiley, mentre le altre due Makinna Ridgway e Amanda DePover sono famose per aver recitato in diversi film horror come “666: The Beast“.
  • La ragazza truccata che appare alla fine del corto nello specchio, sotto le sembianze di Bloody Mary è Sulai Lopez, la costumista ufficiale della Music Series “Epic Rap Battles Of History“, uno dei canali più seguiti della storia di YouTube.

Per il post di oggi è tutto.

Avverto che per tutta la settimana sarò probabilmente impossibilitato a scrivere post nuovi per via che avrò il Pc a riparare.

Male che vada ci ritroviamo qui il 15 Settembre con il secondo post della rubrica “Quel Post In Cantina“.

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3 pensieri su “Bloody Mary, Bloody Mary, Bloody Mary…

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