The Facts In The Case Of Mister Hollow. La Grafic Novel Che Fa La Differenza…

Tornare col botto sul blog, dopo un mese di assenza, non è cosa facile.

Ho cercato per diversi giorni il cortometraggio perfetto da recensire, quello che fa davvero paura, che colpisce nel profondo delle fobie umane.

Un video che richiamasse, in qualche maniera, i film horror usciti in questo periodo nelle grandi sale.

Dopo questa spasmodica ricerca (futile, ahimè!), ho deciso di recensire un corto che trovai sulla rete diversi mesi fa, non perchè sia particolarmente creepy, ma in quanto lo trovai a suo tempo molto “strano”:

Lo scopo di un film (come di un libro, di un quadro o di altre espressioni artistiche in generale), è quello di raccontare una storia. Sempre più spesso troviamo, nelle sale cinematografiche, grandi produzioni horror che assicurano di essere “tratte da una storia vera” oppure “ispirate ad eventi realmente accaduti“. Questo fa sì che venga instaurata nella mente dello spettatore, una specie di empatia con i protagonisti del film, quella cosa che ci fa domandare: “e io come mi sarei comportato se mi ossi trovato al suo posto?“. L’abuso però di queste “Real Stories“, sta facendo crollare la credibilità di quei pochi casi “autentici” che sono stati raccontati, da film horror, nel corso degli anni passati (ne nomino uno tra tutti: The Exorcism of Emily Rose).

Un altro metodo per raccontare una storia, che va tanto di moda adesso, è quello del Real Footage: “casualmente” viene ritrovata una videocassetta (The Blair Witch Project), oppure un filmato digitale (Cloverfield o i vari Paranormal Activity), che descrive, per mezzo del metodo Mockumentary (falso documentario), una storia raccontata dagli occhi di ha vissuto quella particolare vicenda. Una specie di Videolog di YouTube, basato sul paranormale o sull’horror.

Mettiamo insieme questi due metodi di cinematografia e creiamo il cortometraggio “The Facts In The Case Of Mister Hollow”.

La prima cosa che salta agli occhi è che, questa volta, non abbiamo nessun video da vedere!!!

Il regista Rodrigo Gudiño, basa i suoi 6 minuti di cortometraggio sull’analisi di una (finta) fotografia risalente al 1930, trovata forse in una vecchia scatola o in una cassapanca in cantina, che racconta una macabra storia di delitti e di esoterismo.

Rodrigo Gudiño è un regista Messico-canadese, famoso per aver fondato la compagnia cinematografica e editoriale RUE MORGUE, dedicata alla cultura horror in generale (potete andare al link del loro sito ufficiale cliccando qui). In poco tempo, il Rue Morgue, è diventato un vero e proprio impero dell’horror che comprende il Rue Morgue Magazine, il Rue Morgue Festival of Fear National Horror Expo, il Rue Morgue Podacast e il programma televisivo (purtroppo a noi italiani sconosciuto), Rue Morgue’s CineMacabre Movie Nights.

The Facts In The Case Of Mister Hollow è un cortometraggio del 2008, che è stato selezionato in oltre 50 festival internazionali di cinematografia, diretto da Rodrigo Gudiño e da Vincent Marcone, quest’ultimo famoso per la realizzazione di diversi corti horror. Lo scopo del cortometraggio è quello di analizzare a fondo una fotografia, senza fermarsi soltanto alla prima occhiata, ma facendo un’indagine accurata, quasi chirurgica, di ogni piccolo particolare che ci potrebbe essere sfuggito. La genialità di questo prodotto, come ho già detto in precedenza, è che si presenta come un cortometraggio, ma non ha nessun video da mostrare. Raccontare una storia attraverso le immagini è la peculiarità del fumetto. Immaginate di leggere un fumetto animato. E’ dunque classificabile come una Grafic Novel. L’utilizzo del filtro seppia e della pellicola sporca, ci permette di catapultarci realmente negli anni ’30, così come la scelta accurata dei costumi di scena e della macchina che appare nel video. Tra gli “attori” troviamo i nomi di Alan Alderton and Lea Lawrynowicz, apparsi in diversi cortometraggi o serie televisive americane o canadesi e Julian Richings, attore britannico apparso in grandi film quali “The Cube”, “X-Men:Conflitto Finale”, “Wrong Turn” e nella serie tv “Supernatural”, nel quale interpreta la Morte.

A chiudere il cerchio dei lavoratori che hanno permesso la realizzazione di questo corto abbiamo Johnny Hollow (da qui il nome del protagonista della storia), il musicista che ha curato la colonna sonora: spesso è proprio la parte più difficile di tutte, quella di scegliere il Main Theme di un film. Johnny Hollow, è un compositore di Toronto, visionario e geniale quanto le sue stesse creazioni musicali. Per il cortometraggio compone la canzone “Alchemy”, un assolo di pianoforte, sporco e distorto quanto il suono di un vinile incrostato dalla polvere. La scelta azzeccata di questo tema, permette al corto di prendere una direzione ancora più malata e strana.

 

Con questa recensione spero vivamente di essere tornato “col botto”.

Fiducioso, come sempre, in un vostro resoconto positivo.

 

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2 pensieri su “The Facts In The Case Of Mister Hollow. La Grafic Novel Che Fa La Differenza…

  1. Credo il migliore dei cortometraggi che tu ci abbia mai fatto vedere. Recensito ottimamente… Semplicemente SPLENDIDO.
    Se possibile, mi piacerebbe citarti nel mio blog, richiamandoti ad un articolo futuro che ho in mente.

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