ABE. “Why Don’t You Love Me?”

Prima di iniziare vorevo spendere due parole per tutte le persone che seguono questo blog.

Ringrazio tutti per la fiducia che mi date e per le visualizzazioni e i visitatori che stanno aumentando a dismisura!!!

Vi volevo avvertire che dal 2 di Luglio fino al 29, sarò in viaggio di nozze negli Stati Uniti, quindi spero, ma non vi prometto, di riuscire a lasciare pronti degli articoli in programmazione temporizzata per allietarvi le giornate in cui non ci sarò. Farò, direttamente dal mio Smartphone, qualche special “in diretta”, tra cui uno che riguarderà la visita della Haunted House negli Universal Studios di Hollywood. In caso non dovessi riuscire a preparare gli articoli (che spero siano 2 a settimana invece di 3), vi prometto che al mio ritorno avrò delle belle chicche per voi…

Come ultima cosa, vi volevo mettere al corrente del fatto che, Lee Boxleitner, regista del cortometraggio “DADDY”, mi ha contattato per incontrarci il 7 Luglio a Los Angeles per un drink insieme. Eventuali spoiler su nuovi lavori del regista, dei quali parleremo insieme al tavolino di un Pub di Santa Monica, li posterò al mio ritorno sul blog (ovviamente con l’autorizzazione di Boxleitner stessa).

Vi ringrazio per l’attenzione e vi lascio adesso alla visione di questo bellissimo cortometraggio.

 

Come da programma, oggi andrò ad analizzare il corto Horror/Sci-Fi, “ABE”.

Il corto è diretto da Rob McLellan, regista Inglese, con esperienza quasi decennale sui cortometraggi di ogni categoria.

ABE, è un film ad alto budget: in primis vediamo che dietro c’è stato un lavoro di diffusione enorme, dalla produzione di un sito apposito, che tratta del film (http://www.abemovie.com/), allo spamming del film ad ogni concorso di cortometraggi. Imparate questa cosa:

BUDGET ALTO = ALTE COLLABORAZIONI

La voce di ABE è di Sam Hoare, attore apparso in colossal hollywoodiani come “Capitan America – Il Primo Vendicatore” e “La Bussola d’Oro”. La sua interpretazione, che trovo fantastica, aumenta esponenzialmente la trama del corto. La protagonista, Claire Huskisson è, attualmente, sconosciuta. La recitazione è buona, del resto non ha una grande parte da tenere. La sua bellezza acqua e sapone è, però, disarmante e contrasta perfettamente con la freddezza di una macchina. La ragazza mora alla fine del film è Emily Baxter, conosciuta per “Calendar Girls” e “Art Of Darkness”. Altri nomi ottimi che troviamo nella produzione del corto sono: Vanessa James, come compositrice della colonna sonora e Craig Stiff, supervisore agli effetti speciali.

Per quanto riguarda la trama dello short movie, abbiamo una rivoluzione in campo letterario. Trasporre l’horror in fantascienza, ha richiesto certamente un grande lavoro. Abbiamo già visto come spesso, alto budget, significa anche trama poco elaborata e sfoggio di effetti speciali (Don’t Move), ma altissimo sfoggio di effetti speciali. In questo caso, invece, la trama ha forse il sopravvento su tutto. Sul sito del cortometraggio possiamo trovare la Sceneggiatura del film scritta proprio dal regista e sceneggiatore Sam Hoare. Una grandiosa idea che vi consiglio di visualizzare cliccando semplicemente qui. La fotografia è molto curata e prende spunto dalla claustrofobia espressa in serie tv, come “Criminal Minds”. La storia di ABE, raccontata con la freddezza di un androide, è straziante. Chi è davvero il cattivo? Il male è realmente ABE? Che colpa ha lui se, chi l’ha programmato, non gli ha insegnato che spesso l’amore, come ogni altra cosa al mondo, può essere volubile? L’uomo può cambiare idea. Un Robot, no.

Vi lascio con questa frase estratta dalla sceneggiatura di ABE:

No one programmed me how to cope when those you love, start noloving you back... so I tried to fix them

Fithem because if they did not love me, then they must have been broken. 

I try to fix them... I try to fiall of them...”

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